Piazza Affari chiude in rosso, tensioni Usa-Cina pesano sui mercati
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Redazione Economia
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Le borse europee, dopo un tentativo di recupero nel pomeriggio, hanno chiuso una seduta caratterizzata da un'atmosfera pesante, nella quale i segni negativi, sebbene contenuti, hanno finito per prevalere. L'andamento di Piazza Affari, che ha terminato le contrattazioni poco al di sotto della parità, ha riflesso la situazione generale del Vecchio Continente, con Francoforte, Londra e Parigi che hanno mostrato performance contrastanti ma tutte condizionate dallo stesso fattore. La causa primaria di questa incertezza, che ha limitato gli slanci degli investitori, risiede nelle rinnovate e aspre tensioni commerciali tra gli Stati Uniti e la Cina, le quali hanno riacceso timori di una possibile escalation.
Le mosse di Pechino e la reazione americana
Il punto di frizione più recente, che ha immediatamente influenzato gli umori di Wall Street e, di riflesso, quelli europei, è stata la decisione cinese di imporre restrizioni commerciali su cinque unità statunitensi del colosso sudcoreano della cantieristica navale Hanwha. Questa mossa, come è stato chiarito da Pechino, rappresenta una forma di ritorsione diretta per le indagini avviate dalle autorità statunitensi, le quali mirano a verificare la presunta predominanza cinese nei settori marittimo e cantieristico. La Cina ha giustificato il proprio provvedimento accusando le controllate di Hanwha Ocean di sostenere attivamente il governo degli Stati Uniti, danneggiando in tal modo, secondo la loro prospettiva, gli interessi economici delle imprese cinesi.
L'apertura negativa di Wall Street
Oltre alla risposta punitiva di Pechino, a gettare ulteriore benzina sul fuoco sono state le dichiarazioni del segretario al Tesoro statunitense Bessent, il quale ha apertamente accusato la Cina di perseguire politiche economiche che stanno deliberatamente cercando di rallentare la crescita dell'economia mondiale. Questo clima di reciproca accusa ha avuto un impatto immediato e tangibile sui listini americani: il Dow Jones, lo S&P500 e il Nasdaq, infatti, hanno aperto la seduta registrando cali significativi, rispettivamente dello 0,7%, dello 0,9% e addirittura dell'1,2%. Un tale avvio, per nulla incoraggiante, ha confermato come i timori di una nuova fase di attrito commerciale siano tutt'altro che infondati.
L'andamento dei titoli italiani
In questo contesto, del tutto sfavorevole, anche i principali indici di Piazza Affari, come il FTSE MIB e il FTSE Italia All-Share, hanno faticato a trovare una direzione chiara, oscillando per gran parte della giornata. Tra i titoli che hanno attirato l'attenzione degli operatori, alcuni hanno mostrato una certa resilienza mentre altri hanno ceduto terreno. Le performance, nel loro insieme, hanno risentito della cautela che domina i mercati in attesa di sviluppi concreti sulla delicata partita geopolitica, la quale, com'è noto, ha il potenziale per influenzare gli scambi globali in maniera profonda.




