Piazza Affari chiude in rosso, mentre l'Europa guarda ai dazi Usa-Cina
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Redazione Economia
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La Borsa di Milano ha terminato la seduta sui minimi, con il Ftse Mib in calo dello 0,63%, allineandosi a un mercato europeo incerto e in attesa degli sviluppi dei negoziati commerciali tra Stati Uniti e Cina. Mentre Londra e Parigi hanno registrato lievi rialzi, rispettivamente dello 0,24% e dello 0,17%, Francoforte ha chiuso in negativo (-0,29%), riflettendo la cautela degli investitori di fronte alla possibile escalation tariffaria voluta da Donald Trump.
A pesare sul listino milanese è stato soprattutto il comparto bancario, insieme al crollo di Leonardo, che ha perso il 6,3% portandosi a 48,78 euro. I titoli della difesa hanno accusato il colpo in tutta Europa, mentre quelli energetici – tra cui Saipem, Eni e Tenaris – hanno mostrato segnali di vitalità. Stellantis, invece, è stata tra le poche blue chip a registrare un deciso rialzo, trainata da ottimismo sul settore auto nonostante il clima generale di incertezza.
I mercati restano in fibrillazione per l’esito dei colloqui di Londra tra Washington e Pechino, avviati ieri e definiti "fruttuosi" dal segretario al Commercio statunitense Howard Lutnick. Le parole rassicuranti, però, non bastano a dissipare i timori legati a possibili nuove barriere doganali, mentre l’attenzione si sposta sull’asta dei Treasury bond a tre anni e sull’atteso dato sull’inflazione americana, previsto domani.
Intanto, lo spread – sebbene non sia stato tra i protagonisti della giornata – continua a essere monitorato, così come l’andamento dell’oro e del cambio euro-dollaro, che risentono delle mosse della Federal Reserve. Tra le mid cap, Alerion Clean Power e The Italian Sea Group hanno mostrato dinamiche contrastanti, mentre Fincantieri e Credem hanno seguito il tonfo generale del settore industriale e creditizio.




