Dazi Usa-Cina, le Borse esultano ma S
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Redazione Economia
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Mentre Pechino valuta l’ipotesi di avviare negoziati con Washington sulla questione dei dazi, i mercati finanziari reagiscono con ottimismo, seppure in modo contrastante. La Cina, tuttavia, mantiene una posizione netta: qualsiasi dialogo potrà aprirsi solo dopo la revoca completa delle tariffe imposte dagli Stati Uniti. Un approccio che, nonostante le cautele, ha comunque spinto gli indici asiatici e americani a registrare rialzi, sostenuti anche dai recenti dati sul mercato del lavoro statunitense.
Sul fronte opposto, però, le stime di Standard & Poor’s gettano acqua sul fuoco, ridimensionando le prospettive di crescita globale per il 2025. L’inasprimento delle politiche commerciali volute dall’amministrazione Trump – le cui conseguenze concrete restano ancora nebulose – ha infatti creato un clima di incertezza che pesa su imprese e investitori. L’agenzia di rating ha così rivisto al ribasso il Pil mondiale, portandolo al +2,7%, con un taglio di 0,3 punti percentuali rispetto alle previsioni precedenti.
Gli Stati Uniti, principali artefici della guerra tariffaria, ne subiscono gli effetti diretti: la crescita attesa scende all’1,5%, con un calo di 0,5%. L’Eurozona, intanto, segna un modesto +0,8%, mentre l’Italia – sebbene ridotta di un decimo di punto rispetto alle attese – si attesta sullo +0,5%. Un dato che, curiosamente, supera già la performance del primo trimestre, con una crescita acquisita di +0,44%, come riportato dall’Istat. Una dinamica che supera persino le proiezioni del Fondo Monetario Internazionale, ferme allo +0,4%.




