L'accordo Usa-Cina sui dazi spinge le borse: Milano sfiora i 40 mila punti
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
La tregua commerciale raggiunta tra Stati Uniti e Cina, che prevede una sospensione dei dazi per novanta giorni e l’avvio di un meccanismo negoziale, ha avuto un effetto immediato sui mercati finanziari, trascinando al rialzo non solo Wall Street e il Nasdaq, ma anche le piazze europee, con Piazza Affari in prima fila. Il Ftse Mib, dopo aver toccato livelli che non si vedevano dal 2007, ha chiuso la seduta a 39.921 punti, con un guadagno dell’1,4%, sostenuto soprattutto dal rally di Stellantis e dalle banche coinvolte nel risiko.
L’intesa, annunciata al termine di un incontro tra i delegati delle due potenze in Svizzera, ha ridotto le tensioni che negli ultimi mesi avevano portato i dazi su alcuni prodotti fino al 145%, generando timori di una guerra commerciale senza esclusione di colpi. Donald Trump, confermando l’intenzione di proseguire i colloqui con Pechino "nel breve termine", ha contribuito a rasserenare gli investitori, mentre il segretario al Tesoro Scott Bessent, in un’intervista a Cnbc, ha sottolineato l’importanza di un dialogo strutturato.
L’effetto è stato visibile anche oltreoceano, con il dollaro e il petrolio che hanno beneficiato della maggiore stabilità, mentre in Europa Francoforte ha registrato una performance più contenuta rispetto a Parigi e Londra. Sebbene i guadagni si siano ridimensionati rispetto ai picchi della mattina, quando l’indice milanese sembrava avviato a superare quota 40 mila, la chiusura in netto rialzo conferma il sollievo dei mercati dopo mesi di incertezze.




