Finge di trovare il neonato in strada ma era suo: baby genitori nel Casertano

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un grido d'allarme nel cuore della notte, una telefonata al 118 che racconta di un neonato abbandonato lungo una strada di provincia, e poi la scoperta, a dir poco agghiacciante, che quel bambino non era stato trovato per caso, ma era nato poche ore prima tra le mura domestiche. È quanto accaduto a Pignataro Maggiore, in provincia di Caserta, dove un ragazzo di 19 anni ha simulato il ritrovamento del figlio, partorito dalla fidanzata sedicenne, in quella che gli investigatori hanno subito intuito essere una storia ben diversa da quella raccontata.

Il giovane, dopo aver allertato i soccorsi, ha sostenuto di aver udito i vagiti del piccolo in strada, ma gli elementi raccolti dai carabinieri hanno ben presto smentito questa versione, portando alla luce una vicenda che ha dell'incredibile e che ha scosso l'intero comprensorio casertano.

La messa in scena e la scoperta della verità

Tutto è cominciato nella notte tra il 28 e il 29 agosto, quando il diciannovenne ha composto il numero del 118 per segnalare il ritrovamento di un neonato. Sul posto sono accorsi i sanitari e i carabinieri della locale stazione, i quali hanno subito notato qualcosa di strano: il bambino era pulito, vestito e il ragazzo, seppur in evidente stato d'ansia, sembrava avere con quel piccolo un legame che andava ben oltre il semplice soccorso.

Gli inquirenti, guidati dal maresciallo Masselli, hanno iniziato a fare domande e, incalzato, il giovane ha finito per crollare, ammettendo che il neonato era in realtà suo figlio e che era stato partorito in casa dalla sua fidanzata, una ragazza che non ha ancora compiuto 16 anni.

La paura di non farcela, l'ansia per una situazione che era sfuggita di mano, li ha spinti a inscenare il falso abbandono, una scelta estrema per tentare di affidare il bambino a qualcuno che potesse prendersene cura, senza però avere il coraggio di lasciarlo realmente incustodito.

Il parto in casa e i soccorsi

Secondo quanto ricostruito, la sedicenne ha partorito tra le mura domestiche, in un contesto di assoluta emergenza e segretezza, e il neonato è stato subito portato in ospedale, ma non prima che il compagno tentasse di depistare le indagini con la sua chiamata.

Il piccolo, dopo essere stato trasportato dapprima al pronto soccorso del polo pediatrico Santobono di Napoli, è stato poi trasferito alla Terapia Intensiva Neonatale dell'ospedale Cardarelli, dove versa in buone condizioni di salute e dove il personale sanitario, colpito dalla sua storia, gli ha persino dato un nome: Mattia.

Anche la giovanissima madre, una volta rintracciata e assistita, sta bene, e per entrambi sono scattate le dovute tutele sociali, viste le condizioni di particolare vulnerabilità della coppia e della famiglia che si è trovata a fare i conti con una responsabilità enorme.

Le indagini e le conseguenze legali per il 19enne

L'intervento delle forze dell'ordine e del personale medico ha attivato immediatamente un protocollo che prevede il coinvolgimento della Procura di Santa Maria Capua Vetere e del Tribunale per i Minorenni di Napoli, data la minore età della madre. Per il ragazzo, invece, sono arrivate le prime, pesanti conseguenze penali: è stato denunciato a piede libero per aver fornito false generalità ai carabinieri e per simulazione del reato di abbandono di minore, un reato che, fortunatamente e a differenza di quanto da lui raccontato, non è mai stato commesso.

La vicenda, che ha dell'incredibile, ha trovato spazio anche in televisione, nella trasmissione "Verità Nascoste - Il diario" condotta da Milo Infante su Canale 5, che ha raccolto la testimonianza del giovane padre, il quale ha dichiarato di aver agito in uno stato d'ansia tale da non riuscire a pensare con lucidità né al bambino né alla sua ragazza rimasta a casa.

Il contesto delle gravidanze nascoste

Il caso di Pignataro Maggiore, seppur nelle sue peculiarità, si inserisce in un fenomeno più ampio e delicato, quello delle gravidanze nascoste, che non rappresenta un'eccezione statistica come si potrebbe pensare. In Europa, una gravidanza su 475 viene scoperta dopo la ventesima settimana e una su 2455 al momento del parto; applicando questi tassi al nostro Paese, si stima che circa 150 gravidanze l'anno non vengano riconosciute fino al momento del parto.

Le motivazioni possono essere molteplici, come spiega la professoressa Alessandra Graziottin, che distingue tra la gravidanza criptica, in cui la donna non percepisce i sintomi e crede in buona fede di non essere incinta, e la gravidanza negata, dove invece la donna è consapevole della sua condizione ma la tiene nascosta a tutti, non chiedendo aiuto e attuando spesso comportamenti dannosi per il feto. Un fenomeno complesso che, dietro la cronaca, cela storie di fragilità, paura e disperazione.

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