Aeroporto di Cagliari, sciopero e licenziamenti: la doppia tensione che grava sullo scalo di Elmas
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Redazione Economia
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Quattro ore di stop, un presidio davanti alle vetrate dello scalo e una trattativa che non decolla: i lavoratori dell’aeroporto di Cagliari-Elmas hanno incrociato le braccia, ma il malcontento – come spesso accade in queste vertenze – non si esaurisce con la giornata di mobilitazione. La protesta, proclamata da Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, ha chiamato a raccolta il personale della società di gestione Sogaer, insieme a quello di Sogaer Security e Sogardyne, per rivendicare premi e indennità che, a loro dire, restano sistematicamente non riconosciuti nonostante la società registri utili e un record di passeggeri. I sindacati, attraverso la voce dei loro rappresentanti, hanno chiesto la riapertura immediata del confronto con il gruppo che governa lo scalo, sottolineando come la crescita dei traffici – un dato oggettivo e non contestato – non abbia trovato un corrispettivo equo nelle buste paga dei dipendenti.
La trasmissione che accende i riflettori
Della vicenda si è occupata anche “La Strambata”, la puntata dell’11 maggio 2026 condotta da Stefano Birocchi – vicedirettore di Radiolina – che ogni giorno dal lunedì al venerdì alle 12:30 affronta i temi caldi dell’attualità sarda. Tra gli ospiti, Michele Palenzona, segretario regionale della Fit Cisl Sardegna, ha ripercorso le ragioni dello sciopero contro Sogaer, parlando di arretrati e di un premio di risultato che i lavoratori non vedono arrivare. Accanto a lui, altri interventi: Marco Mainas (presidente di Confcommercio Sud Sardegna), la giornalista di Videolina Egidiangela Sechi, Renato Perra (responsabile Cemea Sardegna) per il consueto spazio “Il Post del Lunedì”, e infine Enzo Asuni, social media manager de L’Unione Sarda. Un dibattito che ha messo in luce, senza retorica, lo scollamento tra i conti positivi dello scalo e le condizioni di chi ci lavora ogni giorno.
Il doppio sciopero e i disagi “invisibili”
A complicare ulteriormente il quadro, lo stesso giorno si è sovrapposta un’altra protesta nazionale: otto ore di astensione (dalle 10 alle 18) proclamata dai controllori di volo dell’Enav – l’ente nazionale di assistenza al volo – indetta dalla sola Uil, mentre piloti e assistenti di volo di EasyJet hanno seguito la propria mobilitazione voluta dalle sigle sindacali unitarie. L’immagine simbolo, riportata dagli stessi viaggiatori, è arrivata però da Capodichino: una hall senza code per tutta la mattinata. Nessun caos apparente, perché le compagnie – avvisando per tempo in caso di cancellazione – offrono riprotezione o rimborso, e molti clienti sono semplicemente rimasti a casa. Un disagio silenzioso, insomma, che non ha prodotto le lunghe file che un tempo caratterizzavano questi eventi, ma che non ha certo alleggerito la pressione su un settore già provato dalle vertenze locali.
Licenziamenti e presunte irregolarità
Ma è il dopo-sciopero a lasciare il segno più profondo. All’aeroporto di Cagliari il clima si è ulteriormente inasprito a causa del licenziamento di due dipendenti che rivestivano anche ruoli sindacali, uno della Cgil e l’altro della Uil. I due – che lavoravano per Sogaer Security, il ramo del gruppo che gestisce la sicurezza nello scalo – avrebbero perso il posto per presunte irregolarità legate all’utilizzo dei permessi sindacali. Secondo le loro organizzazioni, si tratterebbe di un “provvedimento illegittimo”, una ritorsione mascherata contro chi porta avanti le battaglie dei lavoratori. Non solo: un terzo procedimento disciplinare è stato aperto contro un rappresentante della Cisl, tutti e tre i casi sono ora al centro dell’attenzione delle segreterie. La tensione, insomma, non accenna a diminuire, e il nodo resta quello iniziale: premi non pagati, dialogo interrotto, e adesso una sfida giudiziaria che si aggiunge alla mobilitazione di piazza.




