Sciopero a Cagliari Elmas, quattro ore di stop per i lavoratori Sogaer: vertenza sugli arretrati
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Redazione Interno
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L’aeroporto di Cagliari Elmas si prepara a una giornata di passione, con il personale del gruppo Sogaer che incrocerà le braccia per quattro ore, dalle 13 alle 17 di lunedì 11 maggio. L’astensione dal lavoro, accompagnata da un presidio situato proprio nell’area dei check-in, segna l’inasprirsi di una vertenza che, dopo il fallimento del tentativo di conciliazione condotto anche in Prefettura, sembra non trovare spiragli concreti di risoluzione. A proclamare la misura sono state le segreterie di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, le quali rappresentano i dipendenti di Sogaer, Sogaerdyn e Sogaer Security, ovvero la quasi totalità delle maestranze che operano nello scalo.
Le ragioni della protesta e le mancate intese
La scintilla che ha acceso la mobilitazione risiede in un complesso di rivendicazioni economiche e normative rimaste inascoltite dalla dirigenza; nello specifico, il mancato riconoscimento degli arretrati contrattuali si accompagna alla richiesta di una congrua maggiorazione per il lavoro domenicale, senza dimenticare il nodo spinoso del premio di risultato per l’anno 2025, al momento non erogato. A questi si aggiunge una contestazione specifica riguardante la gestione dei dispositivi di protezione individuali, il cui lavaggio sarebbe oggetto di contesa tra le parti, oltre alla chiusura totale dell’azienda rispetto a qualsiasi interlocuzione riguardante il medesimo premio di risultato per l’esercizio in corso. La rottura del dialogo, certificata dall’esito negativo del tentativo di mediazione in Prefettura avvenuto nelle scorse settimane, ha quindi spinto i sindacati a indurire la linea.
Maggio di fuoco tra trasporti e nuove agitazioni
Lo stop di Cagliari, come del resto accade in altre realtà nazionali in questa stessa data, non è un episodio isolato ma si inserisce in un contesto di crescente tensione nel settore dei trasporti che caratterizza l’intero mese di maggio. Già lunedì 4 maggio, il personale della società Elior addetto ai servizi di ristorazione a bordo dei treni di Trenitalia aveva scioperato per mezzo turno, contestando le condizioni lavorative negli appalti ferroviari. Pochi giorni dopo, giovedì 7 maggio, l’attenzione si è spostata sui porti, dove una mobilitazione nazionale ha interessato i lavoratori del comparto marittimo, i quali chiedono tutele specifiche legate alla pesantezza delle mansioni. Per quanto riguarda lo scalo cagliaritano, la protesta dell’11 maggio rappresenta un’escalation tattica, considerando che dal 7 maggio le organizzazioni sindacali hanno già proclamato l’astensione da tutte le prestazioni di lavoro straordinario e supplementare, una misura questa destinata a protrarsi fino al 31 maggio e che da sola sarebbe sufficiente a mettere in crisi la regolarità operativa dello scalo.
Il quadro nazionale e l’impatto sui voli
La giornata dell’11 maggio, quella stessa in cui si ferma Cagliari, si preannuncia particolarmente critica per l’intero settore del trasporto aereo nazionale, a causa di una concomitanza di agitazioni che rischiano di creare un effetto domino sui collegamenti. A livello nazionale, infatti, è proclamato lo sciopero del personale di cabina e dei piloti di EasyJet, i quali osserveranno un fermo di otto ore, ma la criticità maggiore deriva dal coinvolgimento dell’Enav, la società che gestisce il traffico aereo civile, le cui proteste locali a Roma e Napoli potrebbero generare ritardi strutturali a catena su tutta la penisola. Sebbene le cosiddette “fasce di garanzia” (solitamente collocate tra le 7 e le 10 e tra le 18 e le 21) proteggano i voli nelle ore di punta, la sovrapposizione dello stop a Cagliari con le agitazioni degli assistenti di volo e dei servizi di terra a Palermo, Roma Fiumicino e Varese rende quasi inevitabili le cancellazioni e i disguidi per i passeggeri in transito in una vasta gamma di aeroporti.




