Var a chiamata in Serie C, la FIGC sperimenta una nuova tecnologia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Negli ultimi anni, il mondo del calcio ha subito trasformazioni significative, con cambiamenti che hanno interessato tutti i livelli del gioco. L'ultima novità riguarda l'introduzione del VAR a chiamata, una proposta che potrebbe presto essere sperimentata nei campi della Serie C italiana. La Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) ha deciso di testare questa tecnologia, che permetterebbe agli allenatori di richiedere la revisione di una decisione arbitrale attraverso l'uso della moviola.

Il concetto di VAR a chiamata, noto anche come "challenge", prevede che l'allenatore possa chiedere all'arbitro di rivedere una decisione controversa, utilizzando la tecnologia video per analizzare l'azione. Questa proposta, che mira a ridurre le incongruenze nell'utilizzo del VAR, è stata accolta con interesse e curiosità, soprattutto dopo le recenti polemiche legate all'applicazione del VAR nelle partite di Serie A.

Claudio Gavillucci, ex direttore di gara, ha espresso il suo parere sulla questione, sottolineando come il VAR a chiamata potrebbe migliorare l'equità delle decisioni arbitrali. Secondo Gavillucci, il problema principale non risiede tanto nelle decisioni finali prese dagli arbitri dopo aver rivisto l'azione, quanto piuttosto nel momento in cui gli arbitri vengono richiamati alla revisione. L'introduzione del VAR a chiamata potrebbe quindi rappresentare una soluzione efficace per ridurre le polemiche e garantire una maggiore trasparenza nel processo decisionale.

La FIGC ha deciso di sperimentare questa tecnologia nei tre gironi della Serie C, utilizzando una versione low cost del dispositivo. Questa scelta permetterà di valutare l'efficacia del VAR a chiamata in un contesto meno esposto mediaticamente rispetto alla Serie A, ma comunque significativo per il calcio italiano.

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