Simonelli: "Sì al Var a chiamata, no al calcio a Ferragosto"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Ezio Maria Simonelli, presidente della Lega Serie A, ha delineato alcune delle possibili novità che potrebbero caratterizzare il futuro del calcio italiano, intervenendo durante un’intervista a Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1. Tra i temi affrontati, spiccano l’introduzione del Var a chiamata e la modifica del calendario, con l’obiettivo di evitare partite nel periodo di Ferragosto. “Posso anticipare che, al 99%, il prossimo campionato inizierà nel weekend del 23-24 agosto”, ha dichiarato Simonelli, sottolineando come questa scelta rappresenti una rottura con la tradizione degli ultimi anni, durante i quali le partite si sono spesso disputate anche a metà agosto.
Sul fronte tecnologico, Simonelli si è detto favorevole all’introduzione del Var a chiamata, un sistema che permetterebbe alle squadre di richiedere l’intervento dell’arbitro video in situazioni specifiche. “Tutte le tecnologie che riescono a migliorare la trasparenza sono le benvenute nel calcio”, ha affermato, aggiungendo che questa soluzione potrebbe rappresentare un’evoluzione positiva, responsabilizzando ulteriormente i club. Il Var, nonostante le polemiche che ne hanno accompagnato l’utilizzo, è stato giudicato positivamente dal presidente, che ne ha ribadito l’importanza per garantire maggiore equità nelle decisioni arbitrali.
Un altro tema centrale affrontato da Simonelli riguarda la situazione degli stadi italiani, da tempo al centro di dibattiti e critiche per la loro obsolescenza e per le lunghe procedure burocratiche che ne rallentano la ristrutturazione o la costruzione. “Il ministro Abodi la pensa come me”, ha dichiarato, evidenziando la necessità di nominare un commissario unico per snellire i processi e accelerare i lavori. Una soluzione che, se attuata, potrebbe rappresentare un punto di svolta per un settore che fatica a modernizzarsi.
Sul piano sportivo, Simonelli ha anche espresso la sua contrarietà a un eventuale riduzione del numero di squadre in Serie A da 20 a 18, una proposta che periodicamente torna alla ribalta nel dibattito calcistico. “Chiudo al campionato a 18 squadre”, ha dichiarato senza mezzi termini, confermando la volontà di mantenere l’attuale formato.
Intanto, il campionato 2024/25 si avvia verso una conclusione avvincente, con Napoli, Inter e Atalanta separate da soli 5 punti nella lotta per lo Scudetto, mentre Juventus, Milan, Lazio, Fiorentina e Bologna si contendono i piazzamenti per la Champions League. La Roma, dal canto suo, punta a un posto in Europa, mentre la zona retrocessione rimane aperta, con diverse squadre ancora in bilico.




