Simonelli: "Bug nel sistema Var nell'espulsione di Tomori in Empoli-Milan"
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Redazione Sport
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Le polemiche arbitrali e l’utilizzo del Var continuano a dominare il dibattito nel calcio italiano, con l’episodio dell’espulsione di Fikayo Tomori durante Empoli-Milan che ha riacceso le discussioni. Ezio Maria Simonelli, presidente della Lega Serie A, intervenendo a Radio Anch’Io Sport su Rai Radio 1, ha rivelato un aspetto inedito: «Nell’episodio di Tomori c’è stato un bug nel sistema del Var». Una dichiarazione che getta nuova luce su un caso già controverso, sollevando interrogativi tecnici e procedurali.
Simonelli, pur riconoscendo i benefici del Var nel migliorare la trasparenza delle decisioni arbitrali, ha sottolineato la necessità di un’evoluzione del protocollo. «Il giudizio sul Var non può che essere positivo», ha affermato, «ma è fondamentale introdurre un sistema a chiamata, che darebbe maggiore responsabilità anche alle squadre». Una proposta che, se adottata, potrebbe ridisegnare il ruolo della tecnologia nel calcio, spostando parte dell’onere decisionale sui club.
Sul tema degli stadi, il presidente ha evidenziato la necessità di snellire le procedure burocratiche, auspicando la nomina di un commissario ad hoc. «C’è un’unità in Lega», ha aggiunto, «ma servono interventi strutturali per modernizzare gli impianti». Un nodo cruciale per il futuro del calcio italiano, che fatica a competere con i modelli internazionali.
Quanto al calendario, Simonelli ha confermato al 99% l’inizio del prossimo campionato il 23-24 agosto, pur riconoscendo i problemi legati all’intasamento dei programmi. «Il calendario è un vero problema», ha ammesso, «ma non dipende dalla Lega Calcio italiana. Non possiamo ridurre il numero di partite». Una situazione che pesa su squadre, allenatori e giocatori, costretti a ritmi sempre più serrati.
Infine, la questione della riduzione della Serie A da 20 a 18 squadre, tema ciclico ma mai risolto. Simonelli ha ribadito che la decisione spetta all’Assemblea, pur citando provocatoriamente l’ipotesi di un campionato a otto squadre. «Lascio la sovranità all’Assemblea», ha precisato, «ma è un dibattito che richiede una riflessione approfondita». Una posizione che lascia intendere come, almeno nel breve periodo, non ci saranno cambiamenti strutturali.




