Simonelli: "Calendario intasato e stadi obsoleti, le priorità del calcio italiano"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Ezio Maria Simonelli, presidente della Lega Serie A, è intervenuto ai microfoni di Radio Anch’Io Sport su Rai Radio 1, affrontando alcuni dei nodi cruciali che attanagliano il calcio italiano. Tra i temi toccati, spiccano le polemiche legate al protocollo VAR, la necessità di rinnovare gli stadi e l’annosa questione di un calendario sempre più congestionato, che rischia di compromettere la qualità del gioco e la salute degli atleti.

Simonelli ha sottolineato come il calendario, ormai saturo di impegni, rappresenti uno dei principali problemi del calcio moderno. "I problemi sono molti", ha dichiarato, "ma il calendario intasato è senza dubbio una delle priorità da affrontare". Una posizione netta, che esclude la possibilità di ridurre il numero di squadre in Serie A a 18, soluzione spesso avanzata per alleggerire il carico di partite. "No alle 18 squadre", ha ribadito, evidenziando come questa scelta non risolverebbe le criticità strutturali del sistema.

Altro tema centrale è quello degli stadi, infrastrutture spesso vetuste e inadatte alle esigenze del calcio contemporaneo. "Alcuni impianti hanno un’età media di 66 anni", ha ricordato Simonelli, sottolineando l’urgenza di un intervento radicale. Il presidente della Lega Serie A ha espresso soddisfazione per la convergenza di vedute con il ministro dello Sport, Andrea Abodi, sulla necessità di nominare un commissario unico per snellire le procedure burocratiche e accelerare i lavori di rinnovamento. "Mi auguro che entro fine febbraio possa essere nominato", ha aggiunto, auspicando una svolta decisiva in tempi brevi.

Sul fronte arbitrale, Simonelli si è detto favorevole all’introduzione del "VAR a chiamata", una proposta che potrebbe ridurre le polemiche e migliorare l’efficienza del sistema. Tuttavia, ha evitato di approfondire ulteriormente il tema, preferendo concentrarsi sulle questioni strutturali che, a suo avviso, rappresentano il vero ostacolo alla crescita del calcio italiano.

Le parole di Simonelli arrivano in un momento delicato per il mondo del pallone, stretto tra esigenze economiche, logistiche e sportive. Il rinnovamento degli stadi, in particolare, appare come una priorità non più rinviabile, soprattutto alla luce dell’età avanzata di molti impianti, che rischiano di diventare un freno alla competitività internazionale del calcio italiano.

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