Ruba la mitria dalla statua di San Gennaro in Duomo, bloccato dall'Esercito e arrestato

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Si è presentato davanti al santo con un'orchidea, quasi a chiedere il permesso, ma il gesto di devozione si è trasformato in un furto sacrilego che ha sconvolto il cuore della fede napoletana. Protagonista della vicenda, un 43enne extracomunitario, che nella mattinata di oggi ha varcato la soglia del Duomo di Napoli con un'intenzione che solo apparentemente era quella di un semplice fedele.

Dopo aver acquistato un fiore da un fioraio nelle vicinanze, l'uomo si è incamminato verso l'altare, ma il suo obiettivo era ben più concreto e blasfemo: impossessarsi della mitria, il copricapo vescovile, che orna il celebre busto di San Gennaro, da secoli oggetto di venerazione e simbolo identitario per la città partenopea.

Il furto e l'immediata reazione del custode

Una volta entrato nella cappella dedicata al patrono, il 43enne non ha esitato a superare la recinzione posta a protezione dell'area sacra, dirigendosi con passo deciso verso il busto argenteo del santo. Secondo quanto ricostruito dalle prime testimonianze, ha depositato l'orchidea con un gesto che poteva sembrare rispettoso, per poi afferrare la mitria con l'intento di dileguarsi. La scena, tuttavia, non è sfuggita al custode della Cappella di San Gennaro, che ha prontamente cercato di opporsi al gesto, richiamando l'attenzione dell'uomo.

Di fronte alle rimostranze del custode, il ladro ha reagito in modo quantomeno singolare, rivendicando la proprietà del copricapo con una giustificazione ai limiti del surreale: "È mio, me lo ha dato San Gennaro", avrebbe dichiarato prima di tentare la fuga, quasi a voler suggellare un contatto diretto con la divinità a giustificazione del gesto.

L'inseguimento e l'intervento delle forze dell'ordine

La fuga del 43enne è durata lo spazio di pochi minuti, perché l'allarme lanciato dal custode ha attivato immediatamente i soccorsi. Sul posto è giunta una pattuglia dell'Esercito italiano, impegnata nell'ambito dell'operazione "Strade Sicure" a presidio del territorio, che ha intercettato l'uomo e lo ha rincorso per le vie limitrofe al Duomo. I militari sono riusciti a bloccarlo, ponendo fine alla sua corsa e trattenendolo in attesa dell'arrivo dei carabinieri, intervenuti successivamente per formalizzare l'arresto.

L'uomo, un cittadino straniero di 43 anni, è stato così condotto in caserma e messo a disposizione dell'autorità giudiziaria, con l'accusa di tentato furto aggravato, un reato che assume contorni più gravi alla luce del valore storico e religioso dell'oggetto sottratto.

La reazione delle istituzioni e il valore della mitria

Il furto della mitria, per quanto sventato, ha suscitato una forte indignazione negli ambienti istituzionali e religiosi cittadini, culminata nelle parole del Procuratore della Repubblica, Nicola Nappi. "Ci troviamo davanti a un gesto gravissimo, che colpisce l'intera comunità napoletana", ha dichiarato Nappi, esprimendo al contempo "un sentito ringraziamento ai militari dell'Esercito e ai carabinieri, che, intervenuti prontamente, hanno arrestato il responsabile".

Il riferimento è a un atto che ferisce il sentimento religioso di una città intera, dove il culto di San Gennaro rappresenta un collante sociale e culturale di inestimabile valore. La mitria, in particolare, non è un semplice ornamento ma un elemento costitutivo dell'iconografia del santo, oggetto di devozione e di una secolare tradizione che lega indissolubilmente il popolo partenopeo al suo protettore.

La pronta restituzione del copricapo, avvenuta subito dopo il blocco del malvivente, ha restituito dignità al busto, ma l'ombra del gesto rimane come un monito sulla fragilità di un patrimonio che, pur essendo protetto da recinzioni e vigilanza, resta esposto a episodi di insensata violenza e profanazione.

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