La tibia si frantuma e la stagione di Retegui affonda nel deserto: niente Mondiale, ora il letto d'ospedale
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Redazione Sport
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Un mese da incubo, quello che sta attraversando Mateo Retegui, si sta trasformando in una vera e propria caduta libera senza paracadute. Dopo aver visto svanire il sogno mondiale – quell’eliminazione allo spareggio contro la Bosnia che brucia ancora come una doccia gelata – l’attaccante italo-argentino deve ora fare i conti con la crudeltà di un verdetto medico che non lascia spazio a interpretazioni ottimistiche. La sua prima avventura saudita, iniziata tra mille aspettative e un ritmo da goleador implacabile, si è interrotta con violenza nelle battute finali dell’ultimo match dell’Al-Qadsiah contro l’Al-Shabab.
Secondo le fonti raccolte direttamente dall’Arabia Saudita, l’attaccante classe ’99 ha riportato la frattura della tibia sinistra. Una diagnosi tremenda, che arriva a suggellare un periodo nerissimo per il centravanti della Nazionale, il quale aveva addirittura firmato il pari per 2-2 con un gol e un assist prima di uscire dal campo sorretto a braccia, senza riuscire più ad appoggiare l’arto a terra.
L’intervento a Madrid e l’addio al campo per i prossimi mesi
La stagione di Retegui si chiude qui, in anticipo rispetto a ogni pronostico. L’infortunio, rimediato durante quella che sembrava l’ennesima prestazione da mattatore, lo costringerà a sottoporsi a un’operazione chirurgica nei prossimi giorni. La scelta della location – Madrid – è già stata definita con la dirigenza del club: lì l’ex attaccante di Genoa e Atalanta cercherà di ricostruire la stabilità di un arto che ora richiede tempi di recupero lunghi. Ne avrà almeno per due o tre mesi, un’assenza che lo terrà lontano non solo dal fragore della Saudi Pro League ma anche dal palcoscenico internazionale.
Non sarà quindi a disposizione per i prossimi impegni dell’Italia, nemmeno sotto la guida temporanea di Silvio Baldini. Il ct, chiamato a traghettare la squadra in assenza di una guida fissa dopo le dimissioni di Gattuso, dovrà fare a meno del suo terminale offensivo per le amichevoli già fissate in calendario. Il 3 giugno a Lussemburgo e il 7 contro la Grecia rappresenteranno dunque un’occasione per osservare nuove soluzioni, con Retegui costretto a seguire dalla poltrona di un salone di riabilitazione.
Numeri pesanti e un’assenza che si fa sentire nel club
Prima che la tibia cedesse, il rendimento del centravanti lasciava intravedere un’annata da incorniciare. Tredici reti e una manciata di assist, distribuiti tra campionato e coppe, lo avevano consacrato come uno degli uomini simbolo dell’Al-Qadsiah, una squadra che stava lottando per posizioni nobili nella classifica saudita. La sua capacità di attaccare la profondità e la freddezza sottoporta, qualità che avevano stregato i dirigenti rossoneri nelle settimane precedenti, sono ora diventate un lusso che la squadra araba dovrà imparare a gestire senza di lui.
L’infortunio, come spesso accade in questi casi, arriva nel momento peggiore. Già provato dalla mancata qualificazione ai Mondiali – un colpo che aveva destabilizzato l’ambiente azzurro – Retegui vede ora compromessa anche la possibilità di chiudere in bellezza la sua prima esperienza lontano dall’Italia. Il campo di Al-Shabab è stato teatro dell’incidente: un contrasto, un movimento innaturale e poi il volto contratto dal dolore, mentre i compagni chiamavano immediatamente lo staff medico.
Le sirene di mercato si spengono (momentaneamente) su Milan e Juventus
Proprio mentre il calciomercato iniziava a scaldarsi con i primi contatti esplorativi, questo stop forzato rischia di raffreddare le trattative. Nelle ultime settimane, il Milan aveva messo nel mirino l’attaccante per rinforzare il reparto avanzato, con la dirigenza che aveva già avviato colloqui informali con l’entourage del giocatore. L’ipotesi di un ritorno in Italia – accarezzata anche dalla Juventus, sempre vigile sul mercato dei bomber – sembrava concreta, alimentata dalla volontà del giocatore di rimettersi in gioco in Europa dopo l’esperienza nel Golfo Persico.
Tuttavia, una frattura della tibia non è un infortunio che si risolve in poche settimane. L’operazione a Madrid e la successiva riabilitazione costringeranno il giocatore a uno stop prolungato, proprio mentre le squadre di Serie A inizieranno a pianificare le rose per la prossima stagione. I dirigenti, cauti per natura, valuteranno l’evoluzione clinica prima di affondare il colpo: nessuno vuole investire su un calciatore che arriverà a luglio con il fisico ancora da rodare e la condizione da ritrovare. Per Retegui, adesso, l’unico pensiero è la salute. Il futuro, in attesa della ripresa, dovrà mettersi in coda.




