Il parziale cedimento dell’alta pressione da lunedì 2 marzo: torna qualche pioggia dopo l’anticiclone
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Redazione Interno
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L’egemonia del promontorio anticiclonico, quel possente muro subtropicale che da giorni avvolge il bacino del Mediterraneo regalando stabilità e temperature decisamente anomale per il periodo, subirà un primo, significativo ridimensionamento a partire dalla prossima settimana -1. Il bordo occidentale di questa struttura, finora saldamente ancorata sull’Europa sud-occidentale, inizierà a mostrare segni di cedimento già nella giornata di Lunedì 2 Marzo, e sarà proprio attraverso quella crepa che masse d’aria più umida e di diretta estrazione atlantica troveranno la via d’accesso per infilarsi verso il nostro Paese -1. Il cambiamento, va detto, non avrà i connotati di uno stravolgimento violento, ma segnerà comunque il passaggio da una fase di assoluta staticità – quella che ci accompagnerà per tutto il weekend e i giorni immediatamente precedenti – a un contesto di moderata variabilità, caratterizzato dal ritorno di qualche precipitazione, in particolare sui settori settentrionali -1.
Un weekend di nubi da scorrimento e cieli opachi
Prima di giungere a questo lieve peggioramento, però, il quadro meteorologico del prossimo fine settimana, quello che abbraccia Sabato 28 Febbraio e Domenica 1 Marzo, sarà all’insegna di una stabilità solo apparentemente piena. La persistenza dell’alta pressione, infatti, non si traduce affatto in un irraggiamento solare totale e diffuso su tutta la Penisola. Al contrario, la combinazione tra l’aria mite in quota e i bassi strati ancora relativamente freschi favorirà l’insorgenza del cosiddetto fenomeno delle nubi da scorrimento (o *warm overrunning*), un processo per cui l’aria calda, scivolando sopra quella più fredda e densa, si condensa in estesi tappetti nuvolosi che andranno a coprire, spesso per l’intera giornata, gran parte delle pianure del Nord e non solo. Le coste tirreniche, con la Liguria e l’alta Toscana in prima linea, si ritroveranno così sotto un cielo lattiginoso e grigio, mentre sulla Valle Padana non si esclude, specie tra la notte e il primo mattino, la formazione di fitte nebbie e persino il rischio di locali e isolati fenomeni di pioviggine, quella pioggerellina sottile e fastidiosa che bagna senza quasi fare rumore. Sarà invece diversa la situazione al Sud e sulle Isole maggiori, dove la maggiore esposizione al sole permetterà alle temperature di raggiungere punte piacevolmente miti, toccando localmente i 19 o 20 gradi.
Infiltrazioni atlantiche e il ritorno delle precipitazioni
Sarà l’evoluzione della dinamica atmosferica prevista per l’inizio di marzo a rompere questo stallo nebbioso e in parte soleggiato. L’indebolimento del promontorio anticiclonico, come accennato, permetterà a una perturbazione atlantica, in approfondimento sull’Europa occidentale, di innescare un richiamo di correnti meridionali verso il nostro Paese. Questo flusso di aria più umida, previsto tra Lunedì 2 e Martedì 3 Marzo, determinerà un primo, concreto cambio di scenario: le aspettative, al momento, vedono il ritorno di piogge sparse soprattutto al Nord, con la Toscana e forse la Liguria nuovamente sotto un cielo coperto. Su queste zone, il fitto strato di nubi basse e nebbie, che già caratterizzerà le giornate del weekend, tenderà a persistere, limitando fortemente il soleggiamento e mantenendo le temperature massime su valori più contenuti, probabilmente non superiori ai 14 o 15 gradi.
Zero termico oltre i tremila metri e un'anomalia termica marcata
Se al Nord il ritorno delle nubi porterà un fisiologico calo termico, il quadro generale, specie in quota, continua a essere dominato da un'anomalia termica positiva di stampo primaverile, se non quasi estivo per gli standard del periodo. La persistenza dell’anticiclone di matrice nord-africana sta infatti provocando un’impennata dello zero termico, che si attesterà stabilmente sui 3000-3200 metri di quota. Un valore, questo, che è praticamente il doppio rispetto alla media climatologica della terza decade di febbraio, la quale vedrebbe lo zero termico aggirarsi tra i 1300 e i 1500 metri. Una situazione che porta la firma inequivocabile di un clima che cambia, con inverni sempre più miti e corti. Sul fronte delle precipitazioni, dopo il passaggio di queste prime infiltrazioni umide, la tendenza per il proseguo della settimana potrebbe vedere un timido e temporaneo rinforzo dell’alta pressione, ma senza che questo significhi un ritorno a cieli perfettamente limpidi: al Nord, nebbie e nubi basse rimarranno protagoniste, in una sorta di ristagno atmosferico fatto di umidità e scarsa visibilità.




