Crisi migranti a Ceuta, la Spagna chiede il sostegno di Frontex e l'Italia attende il 31 agosto
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Redazione Esteri
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La tensione non accenna a diminuire a Ceuta, l'enclave spagnola in Nord Africa, dove l'ondata di arrivi di migranti dal Marocco, verificatasi tra la fine di luglio e i primi di agosto, ha innescato una crisi diplomatica e umanitaria di vaste proporzioni. Secondo quanto riferito dal ministro dell'Interno italiano, Matteo Piantedosi, nel corso di un'intervista rilasciata al direttore del Tg1 Gian Marco Chiocci durante l'evento 'La Piazza' di Affari Italiani a Ceglie Messapica, la situazione sul posto è "tutt'altro che migliorata", con una presenza stimata tra le 5.000 e le 10.000 persone ancora presenti nell'area dopo i valichi di massa. La mole di questi ingressi, che secondo alcune stime avrebbero coinvolto fino a 80.000 individui, ha rapidamente trasformato una crisi di frontiera in un problema politico e sociale acuto per il governo di Madrid, costretto a fare i conti con l'urgenza di ripristinare l'ordine e con le pressioni di una popolazione locale sempre più esasperata.
La richiesta di aiuto di Madrid a Bruxelles
In risposta all'emergenza, il ministro dell'Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, ha formalmente richiesto all'Unione europea l'intervento di Frontex, l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, e di Europol, per sostenere le operazioni di verifica e identificazione dei migranti attualmente presenti in situazione irregolare a Ceuta.
La richiesta, che arriva dopo settimane di crescente pressione, sottolinea come Madrid consideri ormai "essenziale" il supporto comunitario per accelerare le procedure di identificazione e per definire con precisione lo status di ogni individuo, determinando se si tratti di un potenziale richiedente asilo, di una persona bisognosa di assistenza medica specifica o di un soggetto da avviare a un procedimento di espulsione.
L'iniziativa del governo spagnolo si inserisce in un contesto di crescente isolamento diplomatico, dato che ben 22 Stati membri dell'Unione, guidati da Italia e Danimarca, hanno recentemente inviato una lettera alla Commissione europea per contestare le politiche migratorie di Madrid, descrivendo la regolarizzazione di massa attuata dalla Spagna come un pericoloso "fattore di attrazione" per nuovi flussi.
Le misure straordinarie e la tensione alle stelle
Per far fronte all'emergenza, il ministero dell'Interno di Madrid ha annunciato venerdì 28 agosto un significativo rafforzamento della frontiera di Ceuta, varando un pacchetto di misure "straordinarie" che include il prolungamento dei moli di Tarajal e Benzú, l'installazione di un sistema permanente di boe di contenimento in mare e l'impiego di droni per la sorveglianza aerea. Nonostante questi sforzi, la tensione tra i residenti e i migranti è esplosa in veri e propri scontri con le forze dell'ordine.
Decine di manifestanti hanno organizzato un sit-in per impedire ai veicoli della Croce Rossa di distribuire cibo sulla spiaggia, intonando slogan come "Devono andarsene" e "Fuori la Croce Rossa" prima di essere dispersi dalla polizia, che ha fatto ricorso ai gas lacrimogeni per prevenire scontri diretti tra le due fazioni. La Guardia Civil ha persino attivato uno sportello dedicato per raccogliere le denunce dei familiari dei migranti dispersi, un segnale eloquente della complessità e della gravità della situazione sul campo.
L'Italia e la data del 31 agosto per la decisione su Schengen
In questo quadro di crescente tensione, l'Italia mantiene una posizione di attenta valutazione. Il ministro Piantedosi ha confermato che la decisione definitiva sulla posizione italiana e sul mantenimento della sospensione del trattato di Schengen nei confronti della Spagna sarà presa il 31 agosto, data di chiusura delle consultazioni in corso.
Il ministro ha tenuto a precisare che "non c'è mai stata una volontà di scontro col governo spagnolo", difendendo la scelta di ripristinare i controlli alla frontiera come una misura adottata "sul presupposto di quello che tutti hanno visto, 80mila persone entrate, senza sapere chi fossero" e che non ha comportato "aggravi sui cittadini spagnoli".
Mentre il governo centrale spagnolo ha già avvertito che i tempi per i rimpatri non saranno brevi, una prospettiva che non incontra le esigenze di immediatezza della popolazione locale, il governo italiano attende di compiere la sua scelta, consapevole che la partita sulla gestione dei flussi migratori nel Mediterraneo si gioca anche su delicati equilibri diplomatici e di sicurezza interna.
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