Milano, l’ultimo saluto a Cecilia De Astis: i figli ricordano la madre e il parroco invita a "combattere il male, non i bambini"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Oltre duecento persone si sono radunate nella chiesa di San Barnaba per i funerali di Cecilia De Astis, la 71enne travolta e uccisa nel quartiere Gratosoglio da un’auto rubata, guidata da quattro minori di origine rom. La bara, avvolta da gerbere gialle e fiori bianchi e magenta, è stata accolta dal silenzio straziato dei familiari, mentre i figli Filippo e Gaetano condividevano ricordi di una donna "pragmatica, attiva, appassionata di cucina e giardinaggio".

"Tutti dovremmo poter vivere senza paura, semplicemente passeggiando per strada", ha detto Filippo Di Terlizzi, evitando toni di accusa diretta ma sottolineando che "la colpa non è tutta dei bambini". Un concetto ribadito anche dal parroco Don Paolo Steffano, che durante la cerimonia ha invitato a riconoscere come "il vero nemico sia il male, non i minori". Quanto accaduto, però, non può essere svincolato dalla responsabilità individuale: "A 12 anni un minimo di coscienza la devi avere", ha aggiunto uno dei figli, in un momento di dolore crudo.

I quattro ragazzini coinvolti – già noti alle autorità per precedenti legati a furti d’auto – sono stati allontanati dalle famiglie e collocati in comunità protette, su disposizione della Procura minorile. Le indagini della Polizia locale, coordinate con il Pronto intervento minori del Comune, hanno portato all’esecuzione del provvedimento tra mercoledì sera e la notte seguente.

Quella di Cecilia De Astis non è solo una morte assurda, ma un episodio che riaccende il dibattito sulla povertà educativa e sul degrado in certe periferie. Il parroco del Gratosoglio ha parlato della necessità di "lottare contro l’emarginazione", evitando però facili generalizzazioni. I figli, dal canto loro, hanno chiesto che dalla tragedia nasca "qualcosa di utile per vivere più serenamente", senza cedere alla rabbia ma senza neppure ignorare le responsabilità di chi, pur giovanissimo, ha deciso di mettersi al volante di un’auto rubata.

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