Ketticè, le location a Palermo raccontano una città fuori dagli schemi

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Ketticè racconta una Palermo lontana dagli stereotipi attraverso le sue location, mostrando il centro della città, le vie dello shopping e le attrazioni più conosciute dai turisti insieme a luoghi meno immediati. Il film di Giovanni Tortorici, nelle sale dal 3 settembre 2026, prova a ricostruire com’era Palermo quindici anni fa, prima dell’attuale trasformazione legata alla forte crescita del turismo. Al centro della storia c’è il racconto dell’adolescenza di due ragazzi nel 2012, in una città osservata attraverso esperienze personali e cambiamenti sociali.

Le location di Ketticè e il ritratto di una Palermo diversa

Le location di Ketticè non si limitano ai luoghi più riconoscibili della città, ma accompagnano un ritratto di Palermo fuori dagli schemi abituali. Il film guarda a una fase precedente rispetto alla Palermo contemporanea, quando il berlusconismo era vicino alla fine e alcuni sogni di gloria di una parte della borghesia sembravano ormai in declino. La pellicola utilizza quindi gli spazi urbani per raccontare un periodo preciso, mettendo in relazione i luoghi della città con la memoria di una generazione cresciuta all’inizio degli anni Duemila.

La nuova opera di Giovanni Tortorici arriva dopo Diciannove, esordio registico del 2025, e torna sul tema della formazione personale attraverso un percorso di coming-of-age. In Ketticè il regista riavvolge il tempo per seguire l’adolescenza di due ragazzi palermitani, costruendo un racconto ambientato nel 2012. Le strade e gli ambienti della città diventano parte integrante della narrazione, contribuendo a definire il contesto in cui si muovono i giovani protagonisti.

Il film di Giovanni Tortorici tra Locarno, Guadagnino e Monica Bellucci

Ketticè è stato il quinto film nel programma del Concorso Internazionale al 79° Festival di Locarno ed è la seconda regia di Giovanni Tortorici. Il progetto è prodotto da Luca Guadagnino, regista con cui Tortorici aveva lavorato come assistente prima di passare dietro la macchina da presa. La pellicola è interpretata da attori non professionisti, con la partecipazione di Monica Bellucci, presente nel cast in un ruolo che ha attirato l’attenzione anche per il percorso internazionale dell’attrice.

La presentazione del film ha richiamato il pubblico al cinema Rouge et Noir di piazza Verdi, dove Giovanni Tortorici ha salutato gli spettatori insieme a Luca Guadagnino e ai giovani interpreti Salvatore Gallina e Rachele Testagrossa. Prima della proiezione molti giovani hanno atteso l’arrivo degli autori con cellulari e taccuini per fotografie e autografi, riempiendo la sala per scoprire sul grande schermo un racconto generazionale ambientato nella propria città.

La presenza di Monica Bellucci si inserisce anche nel periodo di promozione legato ad altri suoi lavori cinematografici. L’attrice sarà infatti sul grande schermo con Histoires de la nuit, film presentato a Cannes di Léa Mysius, in uscita in Francia il 16 settembre. Durante un’intervista televisiva nel programma francese Sept à Huit ha inoltre parlato del rapporto con il tempo che passa e della crescita delle sue figlie Deva e Léonie, raccontando il suo modo di accompagnarle verso la costruzione della loro vita.

Ketticè e il racconto dell’adolescenza nella Palermo del 2012

Nel nuovo film Giovanni Tortorici sceglie di concentrarsi su un momento specifico della storia recente di Palermo, mettendo al centro due ragazzi e il periodo dell’adolescenza. Dopo la storia dello studente universitario protagonista di Diciannove, il regista cambia prospettiva e torna agli anni della crescita personale per raccontare emozioni, ambienti e relazioni legate a una generazione precisa.

Il titolo Ketticè diventa così legato a un’immagine della città che comprende sia i luoghi più frequentati sia quelli meno associati al racconto turistico. Attraverso le location palermitane, il film ricostruisce un contesto urbano precedente alla trasformazione più recente della città, concentrandosi sulle esperienze di chi ha vissuto quella fase da adolescente e sulle atmosfere di una Palermo dei primi anni Duemila.

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