Carburanti: da Saras contributo per calmierare i prezzi in Sardegna
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Redazione Economia
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Un intervento di solidarietà per calmierare i prezzi dei carburanti in Sardegna. L'annuncio arriva da Saras, il gruppo che gestisce la raffineria di Sarroch, punto di riferimento per l'approvvigionamento di carburanti destinati sia al trasporto aereo sia a quello marittimo, oltre che all'intero comparto produttivo e logistico dell'Isola.
La società ha comunicato con una nota ufficiale la decisione di applicare uno sconto sui carburanti consegnati nell'isola dalla raffineria di Sarroch, con effetto immediato e validità fino al 31 ottobre.
L'intervento riguarda i prodotti destinati al trasporto stradale, agricolo e alla pesca, e consentirà alle stazioni di servizio indipendenti di praticare al pubblico le migliori condizioni applicate dai principali operatori del mercato. I partner storici di Saras potranno inoltre offrire uno sconto sui carburanti destinati agli operatori del trasporto pesante su strada, dell'agricoltura e della pesca.
Il peso delle stazioni indipendenti nella rete sarda
La misura annunciata da Saras interviene su una fetta significativa della distribuzione locale. In Sardegna sono presenti circa 675 distributori, dei quali un centinaio fa capo a stazioni di servizio indipendenti, quelle cioè senza l'insegna di uno dei grandi gruppi nazionali o appartenenti a reti locali più piccole, spesso attive anche nei centri minori e lungo le principali arterie dell'isola.
Nell'ultimo quadro dettagliato del ministero delle Imprese e del Made in Italy relativo alla Sardegna, tra gli impianti monitorati in modalità self circa 110 erano classificati nella categoria delle pompe bianche e altre compagnie, su poco più di 600 stazioni considerate: una quota attorno al 18 per cento.
Un distributore appartenente a una grande rete può beneficiare delle strategie commerciali e della capacità di approvvigionamento del gruppo di riferimento. Un operatore indipendente acquista invece il prodotto sul mercato e dispone di margini di manovra più limitati quando il costo all'origine cresce rapidamente.
È in questo spazio che si inserisce l'iniziativa di Saras, che non ha indicato uno sconto fisso per litro né un prezzo massimo da esporre obbligatoriamente sui cartelloni, ma ha annunciato condizioni sul carburante fornito agli indipendenti tali da permettere loro di praticare prezzi competitivi.
Le grandi compagnie e la corsa ai prezzi calmierati
Alla fine di settembre, Enilive ha fissato sulla propria rete aderente un tetto di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio. Successivamente sono intervenute anche IP, Q8 e Tamoil, con formule differenti: non tutte prevedono lo stesso prezzo massimo e in alcuni casi le riduzioni vengono applicate in maniera progressiva o modulata sui singoli impianti. La maggioranza dei distributori sardi fa capo alle grandi reti nazionali: solo Eni-Enilive conta 136 stazioni di servizio nell'isola, a cui si aggiungono gli impianti IP, Q8, Tamoil, Esso e degli altri marchi presenti.
L'effetto complessivo è stato quello di allargare rapidamente la platea dei distributori interessati da misure di contenimento dei prezzi. Ora, con l'intervento di Saras, anche una parte della rete finora più esposta ai rincari può essere avvicinata a quelle condizioni.
Il beneficio dipenderà dai rapporti di fornitura e dalle scelte dei singoli gestori: non tutte le pompe indipendenti saranno automaticamente coinvolte, ma la misura punta a ridurre il divario che nelle ultime settimane aveva reso evidente la difficoltà degli operatori indipendenti nel tenere il passo con le campagne straordinarie delle grandi compagnie.
Il contesto dei prezzi in Sardegna
Nelle settimane precedenti l'annuncio, i prezzi dei carburanti in Sardegna avevano raggiunto livelli particolarmente elevati. A inizio ottobre, dopo la scadenza dello sconto sulle accise, il ministero delle Imprese indicava per il self service un prezzo medio regionale di 2,261 euro al litro per il gasolio e di 2,054 euro per la benzina. Negli ultimi dodici mesi i prezzi dei carburanti nell'isola sono aumentati di quasi il 30 per cento: per un pieno da 20 litri un anno prima bastavano circa 34 euro, mentre ora ne occorrono circa 46.
La raffineria di Sarroch rappresenta un nodo strategico per l'approvvigionamento dell'isola. Il sito copre oltre il 21 per cento delle lavorazioni nazionali di greggio e semilavorati, compresi i carburanti speciali avio e marittimi, e la percentuale potrebbe salire fino al 30 per cento nei prossimi anni a causa delle chiusure di altri impianti. Lo stabilimento è integrato con un impianto di gassificazione a ciclo combinato che produce idrogeno e vapore per i processi di raffinazione, oltre a una quota rilevante dell'energia elettrica della Sardegna.
Nel settembre 2024 la proprietà è passata dalla famiglia Moratti al gruppo Vitol.
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