Assen, la "cattedrale" che mette alla prova i re della MotoGP
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Redazione Sport
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Il mondiale MotoGP arriva nei prossimi giorni al TT Circuit Assen, ribattezzato da decenni "la Cattedrale delle due ruote" o "l’Università del motociclismo", non solo per la sua storia centenaria ma per quel tracciato che, nonostante le modifiche subite nel tempo, continua a selezionare i migliori. Qui, dove ogni curva sembra studiata per testare il talento dei piloti, anche i più grandi hanno dovuto misurarsi con limiti e imprevisti.
Valentino Rossi, che nel 2017 – quando ormai la sua carriera volgeva al tramonto – riuscì a scrivere un’ultima pagina di storia diventando, a 38 anni, il pilota più anziano a vincere in MotoGP. Un record che, pur senza avvicinarlo al mitico Giacomo Agostini, resta scolpito nella memoria degli appassionati, come quel sorpasso al limite sulla Schinkelbocht che ancora oggi viene raccontato come un capolavoro di timing.
Ma Assen non è solo nostalgia. Per Marc Marquez, che pure ammette di non sentirla "amica", il circuito olandese rappresenta una sfida aperta. Dopo il trionfo al Mugello, dove ha dominato sia in Sprint che in gara, lo spagnolo sa che la Ducati – la stessa che sotto di lui sembra rinata – qui ha sempre dimostrato un passo invidiabile. E se Bagnaia, reduce da un weekend deludente in terra toscana, spera di riaprire i giochi proprio nella pista che lo ha spesso premiato, Marquez potrebbe invece trovare il modo di ribadire una supremazia che ormai appare sempre meno discutibile.




