Tour de France, sesta tappa: Bayeux-Vire Normandie, un percorso per specialisti

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Dopo la cronometro di Caen, che ha ridisegnato la classifica generale, il Tour de France entra nel vivo con la sesta tappa, seconda per lunghezza in questa edizione. I 201,5 chilometri tra Bayeux e Vire Normandie, punteggiati da sei Gran Premi della Montagna – anche se si tratta più di brevi muri che di vere ascese – promettono un finale selettivo, con l’arrivo in leggera salita preceduto dalla Cote de Vaudry, un strappo di 1,2 chilometri al 7,2%. Un traguardo che potrebbe favorire chi, come Mathieu van der Poel, ha già dimostrato di saper soffrire su questo tipo di percorsi.

Intanto, mentre i corridori affrontano le asperità della Normandia, si guarda già alla settima tappa, quella di domani, che da Saint-Malo condurrà fino a Mûr-de-Bretagne Guerlédan. Con i suoi 197 chilometri e un dislivello complessivo di 2450 metri, potrebbe essere il terreno ideale per una fuga di lunga lena, magari coronata da un arrivo incandescente sul celebre Mur, già teatro di epiche battaglie nelle passate edizioni.

Sul fronte della corsa, intanto, la sesta tappa si è aperta con un terzo tentativo di fuga, guidato proprio da Van der Poel, attualmente sesto in classifica. Insieme a lui, altri quattro corridori – Healy, Simmons, Barta e Tejada – hanno cercato di allungare sul gruppo, che però, sotto la regia di Pogacar, ha mantenuto un ritmo sostenuto, limitando il vantaggio dei fuggitivi. L’azione di Van Aert e Castrillo, riassorbita prima del primo Gpm, dimostra quanto i nervi siano già a fior di pelle, nonostante la corsa sia solo all’inizio.

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