L’enoturismo sfonda quota 18 milioni di viaggiatori e cambia le abitudini di chi va per cantine
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Redazione Economia
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Non è più solo una moda stagionale, quella dell’enoturismo, né un semplice contorno alle vacanze tradizionali: in Italia il fenomeno ha assunto dimensioni tali da ridisegnare le priorità di chi viaggia. Nel 2026, stando ai dati che verranno presentati al Vinitaly da Roberta Garibaldi – presidente di Aite, l’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico – si contano 18 milioni di viaggiatori coinvolti in esperienze legate al vino, un incremento di 4,5 milioni rispetto al 2024. Una crescita che non si limita ai numeri assoluti, perché a cambiare è soprattutto la qualità della domanda: il 90,4% degli italiani, ormai, vive direttamente esperienze sul campo, abbandonando l’idea del consumo passivo per trasformarsi in cercatore attivo di territori e cantine.
Il salto della visita diretta: dal 60 al 77 per cento in quattro anni
Se fino a qualche anno fa l’approccio al vino era mediato da enoteche o sagre di paese, oggi il turista punta dritto al produttore. La ricerca di Aite, realizzata in collaborazione con l’Associazione consorzi del vino della Lombardia, fotografa un cambiamento netto: la percentuale di chi sceglie la visita diretta ai produttori è passata dal 60% del 2021 al 77% del 2025. Un balzo di diciassette punti in quattro anni, che racconta di un viaggiatore più esigente, desideroso di entrare nel cuore del lavoro agricolo, di vedere le vigne e di ascoltare chi le coltiva. Non si tratta più di una semplice degustazione, quanto di un’immersione completa in un ecosistema rurale, dove il bicchiere diventa l’ultimo atto di un percorso iniziato molto prima.
La Sicilia sbarca a Verona con 164 cantine e un programma fitto di masterclass
Dalla Sicilia a Verona, il ponte si fa più solido proprio in occasione della 58ª edizione del Vinitaly (in programma dal 12 al 15 aprile). Saranno 164 le cantine dell’Isola a varcare i cancelli della fiera, un numero che testimonia la spinta propulsiva di una regione ormai centrale nelle rotte enoturistiche nazionali. A coordinare la presenza – nel Padiglione 2, stand 96 H/I – ci pensano l’assessorato dell’Agricoltura, Sviluppo Rurale e Pesca Mediterranea della Regione Siciliana (guidato da Luca Sammartino), l’Istituto dell’Olio e del Vino (IRVO), oltre alle realtà produttive di Assovini Sicilia e dei Consorzi Providi, Vitesi, Autonomi, Etna DOC. Il programma, fitto di panel di approfondimento e masterclass, si concentra sui vitigni autoctoni, quelli che da soli raccontano la complessità di un territorio spesso definito, non a caso, un “continente” enologico.
DoctorWine celebra quindici anni con una degustazione dedicata alla Sicilia
Tra gli eventi collaterali che animeranno la rassegna veronese spicca il seminario di DoctorWine, testata che ha appena raggiunto il traguardo dei quindici anni di attività. Martedì 14 aprile, dalle 15 alle 16, Federico Latteri guiderà una degustazione dal titolo “Le mille sfumature del ‘continente’ Sicilia”, con nove vini selezionati per rappresentare sia le annate emergenti sia le grandi etichette più consolidate. L’appuntamento – inserito in un calendario ricco di seminari dedicati a diverse regioni – offre l’occasione di incrociare il dato statistico con l’esperienza sensoriale: se 18 milioni di italiani cercano il vino, il vino a sua volta si racconta meglio attraverso calici che non attraverso numeri.




