Campari crolla a Piazza Affari dopo la trimestrale: Ftse Mib in rosso

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Campari trascina al ribasso Piazza Affari dopo una trimestrale giudicata deludente dal mercato, mentre il Ftse Mib arretra dello 0,12% in una seduta segnata da tensioni geopolitiche e vendite diffuse sui listini europei. Il gruppo controllato dalla famiglia Garavoglia attraverso Lagfin ha registrato nel primo trimestre del 2026 ricavi pari a 643 milioni di euro, in calo del 3,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e inferiori alle attese degli analisti, che indicavano un consensus a 651 milioni. La reazione del mercato è stata immediata: il titolo è arrivato a perdere oltre il 13%, toccando minimi intraday tra 5,63 e 5,70 euro per azione, finendo in fondo al listino milanese.

La pubblicazione dei risultati, diffusi il 6 maggio a mercati chiusi, ha aumentato la pressione sul titolo già nelle prime fasi della seduta successiva. Non è bastata la conferma della guidance annuale per rassicurare gli investitori, che hanno continuato a vendere il titolo in un contesto caratterizzato da forte volatilità macroeconomica. Il rallentamento delle vendite trimestrali ha infatti rafforzato i timori legati ai consumi e alla capacità dei gruppi internazionali di affrontare una fase di incertezza che continua a pesare sia sulla domanda sia sulla logistica globale. Il mercato ha così reagito concentrandosi soprattutto sul dato dei ricavi, risultato inferiore alle aspettative.

Borse europee deboli tra Iran e trimestrali societarie

La debolezza di Campari si è inserita in una giornata negativa per le principali Borse europee, che hanno progressivamente cancellato i rialzi dell’avvio arrivando a metà seduta in territorio negativo. Le piazze finanziarie del Vecchio Continente hanno continuato a muoversi attorno alla parità, frenate dall’incertezza geopolitica legata all’Iran e dalle valutazioni sulle trimestrali societarie. Le speranze di un possibile accordo in Medio Oriente tra Stati Uniti e Iran hanno influenzato anche il comparto energetico, contribuendo alla discesa del prezzo del Brent, tornato sotto la soglia dei 100 dollari al barile.

Il clima prudente si è riflesso soprattutto sui settori più esposti alle oscillazioni delle materie prime e alla volatilità internazionale. A Piazza Affari, oltre al tonfo di Campari, ha sofferto anche il comparto oil proprio per effetto della flessione del petrolio. Nel frattempo, i principali mercati europei hanno mantenuto un andamento incerto, con Francoforte, Londra e Parigi incapaci di consolidare i guadagni iniziali. Sul fronte valutario e delle materie prime, gli investitori hanno continuato a monitorare l’andamento dell’euro contro il dollaro e quello dell’oro, considerato uno degli asset rifugio in fasi di instabilità geopolitica.

Tim tra i migliori del listino mentre Campari finisce sotto pressione

Nella seduta milanese si è distinta invece Tim, tra i titoli migliori del giorno in un listino dominato dalle vendite. L’attenzione del mercato è però rimasta concentrata soprattutto su Campari, diventata il simbolo della giornata negativa del Ftse Mib. Il calo superiore all’11% registrato nelle prime ore di contrattazione ha poi ampliato le perdite fino a oltre il 12%, evidenziando una reazione molto severa degli investitori ai risultati trimestrali. La distanza tra i ricavi effettivi e le aspettative del mercato ha avuto un impatto immediato sulle valutazioni del titolo, già inserito in un contesto di forte cautela sui mercati internazionali.

Le vendite sul gruppo hanno inoltre accentuato il clima di debolezza che ha caratterizzato l’intera giornata finanziaria europea. Il quadro macroeconomico, unito alle tensioni geopolitiche e alle incertezze sui consumi, continua infatti a influenzare le decisioni degli operatori. In questo scenario, i risultati trimestrali delle società quotate stanno assumendo un peso sempre maggiore nell’orientare gli scambi e nel determinare movimenti anche molto bruschi sui singoli titoli, come dimostrato dal caso Campari durante la seduta di Piazza Affari.

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