Scuole chiuse a Montefredane, il ministro Valditara autorizza la didattica a distanza

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mentre in quasi tutta la provincia di Avellino le aule si sono riaperte, a Montefredane, il comune della Valle del Sabato identificato come epicentro della scossa di magnitudo 4.0 registrata sabato sera, il silenzio regna ancora nei corridoi. Il sindaco Ciro Aquino ha infatti disposto, attraverso una specifica ordinanza, la chiusura degli edifici scolastici per un ulteriore periodo di dieci giorni, un provvedimento che ha come obiettivo primario lo svolgimento di verifiche tecniche approfondite e non più rinviabili. A garantire la continuità didattica per gli studenti del luogo, che non riprenderanno le lezioni in presenza prima del prossimo 6 novembre, si è attivato direttamente il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara, il quale ha dato il proprio assenso all'impiego della didattica a distanza, una soluzione che, sebbene eccezionale, evita un'interruzione del percorso formativo.

Il monitoraggio degli istituti superiori

Parallelamente, si è mossa anche l'amministrazione provinciale di Avellino, la quale ha avviato un'ispezione dettagliata del patrimonio edilizio di sua competenza, ovvero quello che ospita le scuole secondarie di secondo grado. Le prime verifiche, come è logico, si sono concentrate sugli immobili situati nelle zone più prossime all'epicentro del sisma, dove la percezione dello scuotimento è stata più intensa. Dalle valutazioni compiute, secondo quanto dichiarato, non sono emerse criticità tali da compromettere l'agibilità delle strutture, un dato che ha permesso il regolare ritorno tra i banchi nella maggior parte del territorio irpino.

La natura sismica spiegata dalla geologia

Il susseguirsi di eventi tellurici, seppur di energia contenuta, ha generato un comprensibile stato di apprensione nella popolazione, spingendo gli esperti a offrire delucidazioni scientifiche per inquadrare il fenomeno. Carlo Doglioni, geologo di chiara fama ed ex presidente dell'INGV, ha fornito una spiegazione tecnica chiara, indicando che l'origine di queste scosse è da ricercarsi nell'attivazione di una "faglia trascorrente", un tipo di frattura nella crosta terrestre dove i blocchi rocciosi si muovono orizzontalmente l'uno rispetto all'altro. Il suo intervento, oltre a escludere qualsiasi connessione diretta con la dinamica dei Campi Flegrei, ha implicitamente rinnovato un monito sulla necessità della prevenzione, considerando che l'Italia centrale e meridionale è un'area storicamente soggetta a simili eventi.

Le ripercussioni psicologiche e pratiche

L'onda d'urto del terremoto, del resto, non si misura soltanto in magnitudo, ma si manifesta anche attraverso conseguenze tangibili sulla quotidianità, come è accaduto in una scuola media di Benevento. In quella città, infatti, diverse aule si sono presentate semivuote, con un'affluenza di alunni drasticamente ridotta a causa del timore di possibili nuove repliche. A questo fattore, puramente psicologico, si è aggiunta una carenza di tipo strutturale: la consapevolezza, da parte di genitori e personale, che l'area esterna destinata all'eventuale evacuazione non offrisse uno spazio sufficiente e adeguato per accogliere in sicurezza tutti gli occupanti dell'edificio in caso di reale emergenza.

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