La Casa Bianca sospende e poi ripristina i fermi stradali dell'Ice dopo tre morti in una settimana
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Redazione Esteri
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La settimana che si è chiusa con il bilancio di tre vittime in altrettanti incidenti legati ai controlli sull'immigrazione degli Stati Uniti ha scatenato un improvviso e convulso dietrofront dell'amministrazione Trump, prima decisa a sospendere i fermi stradali dell'Immigration and Customs Enforcement (Ice), poi costretta, nel giro di poche ore, a fare marcia indietro.
La decisione, inizialmente presa congiuntamente dal Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS) e dall'agenzia stessa, è stata capovolta da un post su Truth Social del presidente Donald Trump, che ha definito il fermo stradale uno "strumento di lotta al crimine" troppo importante per essere abbandonato. Il tutto mentre la tensione cresce in molte città e il governo messicano ha formalmente chiesto indagini penali su una serie di morti di suoi cittadini avvenute proprio durante operazioni dell'Ice.
Tre episodi in sette giorni, il primo a Houston
La scintilla che ha innescato la turbolenta settimana è stata la morte di Lorenzo Salgado Araujo, un cittadino messicano di 52 anni, avvenuta il 7 luglio a Houston, in Texas. Secondo la ricostruzione del DHS, l'uomo, che si stava recando al lavoro con il suo furgone insieme ad alcuni colleghi, sarebbe stato fermato dagli agenti dell'Ice nell'ambito di un'operazione mirata. Le autorità hanno dichiarato che Salgado Araujo avrebbe tentato di investire un agente, il quale avrebbe quindi aperto il fuoco per legittima difesa.
Tuttavia, la versione ufficiale è stata immediatamente contestata dalla famiglia e dai colleghi della vittima, che hanno negato qualsiasi tentativo di speronamento. Il figlio dell'uomo, Ronaldo Salgado, ha dichiarato di aver riconosciuto il padre non dall'aspetto, ma dalla sua voce, mentre gridava aiuto a terra in un video dell'accaduto circolato sui social. Sull'episodio, il Dipartimento di Giustizia del Texas ha annunciato un'indagine da parte dei Texas Rangers, su richiesta del sindaco di Houston.
La seconda vittima in Maine e il terzo incidente in Florida
A distanza di pochi giorni, lunedì 13 luglio, un nuovo caso di cronaca ha scosso l'opinione pubblica: a Biddeford, nel Maine, un agente dell'Ice ha ucciso Johan Sebastián Durán Guerrero, un cittadino colombiano di 26 anni che, munito di permesso di soggiorno lavorativo, si stava recando al lavoro in auto. Le autorità hanno nuovamente parlato di un tentativo di fuga del veicolo che avrebbe spinto l'agente a sparare per motivi di sicurezza pubblica.
La vicenda ha assunto contorni ancora più inquietanti quando sono emersi i dettagli sul passato dell'agente coinvolto, identificato come David Brouillette, un veterano dell'esercito di 37 anni con una lunga storia di disturbi mentali e denunce di violenza domestica da parte di entrambe le ex mogli. Sempre martedì, un terzo incidente ha portato il bilancio a tre morti in sette giorni: un uomo di 28 anni, in fuga da agenti dell'Ice in Florida, è stato investito e ucciso da un autoarticolato.
Lo stop ai controlli e l'immediato dietrofront di Trump
Di fronte a questa escalation di violenza, il Segretario alla Sicurezza Interna, Markwayne Mullin, e il direttore ad interim dell'Ice, Dave Ventrella, avevano deciso una temporanea sospensione della maggior parte dei controlli stradali dell'agenzia, una direttiva che, secondo alcune fonti, era stata concordata con la Casa Bianca. Tuttavia, il presidente Trump, con un post sui social, ha ribaltato la decisione nel giro di poche ore.
"Non possiamo rinunciare", ha scritto, "a uno degli strumenti di lotta al crimine più importanti ed efficaci dell'Ice", sostenendo che una pausa nei controlli avrebbe favorito i criminali e i democratici dell'ala radicale. Fonti vicine al presidente hanno rivelato che la sua mossa è stata dettata anche dal timore di apparire debole e dalle critiche arrivate dai sostenitori più duri della linea anti-immigrazione.
Il segretario Mullin, dopo un momento di apparente distanza, ha poi allineato la sua posizione a quella del presidente, dichiarando che entrambi vogliono che gli agenti dell'Ice abbiano "tutte le opzioni disponibili per rimanere al sicuro".
Oltre dieci morti e le reazioni internazionali
Questi ultimi episodi si inseriscono in un contesto di crescente tensione e violenza legato alla stretta voluta dal presidente Trump. Secondo le ricostruzioni giornalistiche, sarebbero almeno dieci le persone morte in scontri con gli agenti dell'agenzia dall'inizio della nuova offensiva federale contro l'immigrazione illegale. Le proteste si sono moltiplicate, con manifestazioni in Texas e Maine dove i cittadini hanno chiesto all'Ice di lasciare i loro Stati.
Il governo messicano ha alzato il tono delle sue rimostranze, annunciando che presenterà denunce penali per la morte di 17 suoi cittadini, di cui 14 avvenute mentre erano in custodia dell'Ice e tre durante operazioni dell'agenzia. Il presidente colombiano, Gustavo Petro, ha parlato di "omicidio" per la morte di Durán Guerrero, mentre l'Alto Commissario ONU per i Diritti Umani ha chiesto un'indagine indipendente sul numero crescente di decessi durante le operazioni di controllo dell'immigrazione negli Stati Uniti.




