Beatriz Colombo (Fratelli d’Italia) ai giovani: «Andate a votare al referendum, è il vostro futuro»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La macchina organizzativa di Fratelli d’Italia, in vista dell’appuntamento referendario del 22 e 23 marzo sulla riforma dell’ordinamento giurisdizionale, stringe i tempi con una serie di iniziative pubbliche che dalla capitale si diramano verso le piazze e i mercati cittadini. È in questo contesto che si inserisce l’appello rivolto direttamente alla fascia più giovane della popolazione, quella tra i diciotto e i trent’anni, dalla deputata Beatriz Colombo: un invito pressante a non disertare le urne, motivato dalla consapevolezza che la consultazione inciderà profondamente sulle garanzie e sul contesto sociale in cui i ragazzi di oggi vivranno domani. La parlamentare, nel suo intervento, ha legato il concetto di voto a quelli di diritto fondamentale e di pilastro democratico, rammentando come si tratti di insegnamenti che dovrebbero trovare spazio tanto nei programmi scolastici quanto nell’educazione familiare, quasi a voler sottolineare una continuità valoriale che non dovrebbe subire battute d’arresto. L’esortazione, priva di qualsivoglia tentennamento, punta a mobilitare una generazione che spesso si tiene alla larga dalle competizioni elettorali, e lo fa ricordando che occasioni di questa portata, capaci di modificare l’assetto della magistratura a distanza di decenni dall’ultima riforma organica, non si presentano con frequenza.

L’ultimo miglio della campagna per il sì tra banchetti e confronti pubblici

Parallelamente alle dichiarazioni che giungono dagli scranni di Montecitorio, il partito guidato da Giorgia Meloni moltiplica gli appuntamenti sul territorio per illustrare i contenuti del quesito, nel tentativo di contrastare quella che definisce una narrazione distorta portata avanti dalle opposizioni. Un esempio concreto di questa strategia comunicativa, che punta più sul faccia a faccia che sul meeting istituzionale, è rappresentato dall’iniziativa in programma a Lucca per mercoledì 18 marzo: al gazebo allestito in piazzale Don Baroni, in piena area mercato, sarà presente il capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami. Gli organizzatori, come riferiscono i coordinatori locali, hanno voluto caratterizzare l’evento come un momento semplice e informale di prossimità con i cittadini, più propizio al confronto diretto che al classico convegno politico, proprio per intercettare quelle fasce di elettorato che non frequentano abitualmente i circoli e le sezioni. Del resto, la scelta di presidiare i luoghi pubblici con banchetti informativi era stata già annunciata a inizio anno, quando i coordinatori modenesi Michele Barcaiuolo e Ferdinando Pulitanò, assieme alla deputata Daniela Dondi, avevano lanciato una campagna per contrastare quella che veniva percepita come una sistematica opera di disinformazione da parte del Partito Democratico sulle quattro grandi riforme in cantiere.

Lo scontro mediatico e la mobilitazione nelle regioni

Mentre Fratelli d’Italia stringe i tempi con iniziative locali, il dibattito pubblico si accende anche sugli schermi televisivi, dove il confronto tra i fronti opposti si fa serrato. Il TG4, nella sua rubrica “Diario del giorno”, ha dedicato ampio spazio al referendum ospitando Ettore Rosato, esponente di Italia Viva schierato per il Sì, e Matteo Ricci del Partito Democratico, sostenitore del No, a testimonianza di una dialettica che attraversa trasversalmente gli schieramenti. La posta in gioco, del resto, è alta e riguarda un pacchetto di norme che introducono la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, la creazione di due distinti Consigli superiori della magistratura e l’istituzione di una Corte disciplinare: elementi questi sui quali i partiti si sono spaccati, con la maggioranza compatta per il Sì e il centrosinistra diviso tra i No convinti di Pd e Movimento 5 Stelle e le aperture al Sì giunte da esponenti come Pina Picierno.

Non sono mancate, in questo clima incandescente, le polemiche legate alle uscite pubbliche di esponenti di primo piano. Un episodio che ha fatto discutere riguarda la consigliera del ministro Nordio, Giusi Bartolozzi, la cui frase provocatoria («Votate sì e ci leviamo di mezzo la magistratura») ha fornito munizioni alle opposizioni, costringendo il Guardasigilli a intervenire pubblicamente per prendere le distanze da quelle parole, sebbene la consigliera non abbia poi formalizzato scuse ufficiali. In questo quadro di tensione politica, che si riflette anche su temi di politica estera e di cronaca quotidiana, l’attenzione dei partiti rimane focalizzata sulla mobilitazione del voto, consapevoli che l’esito della consultazione, pur non essendo un test diretto sul governo, avrà inevitabilmente ripercussioni sul quadro politico generale.

Confronti nei territori e strategie di comunicazione

A Modena, intanto, l’agenda degli eventi referendari prosegue con un taglio marcatamente didattico: martedì 17 marzo al Planetario, l’associazione PensaMò ha organizzato un incontro pubblico in cui un docente universitario illustrerà i tecnicismi della riforma, per poi lasciare spazio a due rappresentanti dei comitati per il Sì e per il No. L’iniziativa, come sottolineato dagli organizzatori, vuole configurarsi come un confronto civile e non come uno scontro, nella speranza di offrire ai cittadini, e in particolar modo ai più giovani, gli strumenti per comprendere la portata di ciò su cui saranno chiamati a esprimersi domenica 22 e lunedì 23 marzo. Questo approccio dialogante, che vede talvolta coinvolti anche avvocati e magistrati in veste di esperti, come accaduto in precedenti dibattiti a Pavullo nel Frignano e a Modena con la partecipazione di esponenti di entrambi gli schieramenti -5 -7, rappresenta il tentativo di uscire dalla logica della contrapposizione ideologica per ancorare il voto a motivazioni razionali e consapevoli.

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