Google Foto si aggiorna su Android: arrivano gli sticker e un nuovo backup “visuale”

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   C’è una sorta di strana abitudine, in casa Google, che negli anni ha spesso fatto storcere il naso agli utenti più fedeli: quella di lanciare le funziltà più interessanti delle proprie applicazioni prima su iOS e solo mesi dopo, quasi come ripensamento, sull’ecosistema Android. Con l’aggiornamento alla versione 7.66 di Google Foto, questa asimmetria, per fortuna, inizia a ridursi, portando sul robottino verde alcune delle novità che chi possiede un iPhone già conosce bene. La modifica più sostanziale riguarda l’interfaccia di backup, che diventa finalmente visuale: non più solo un elenco di cartelle e impostazioni tecniche, ma un vero e proprio cruscotto grafico che permette di capire a colpo d’occhio quali immagini sono state salvate sul cloud e quali, invece, giacciono ancora esclusivamente nella memoria locale del dispositivo. Una svolta che cambia il nostro rapporto con la libreria, rendendo la gestione dello spazio, quella lotta quotidiana tra la voglia di scattare e la paura di riempire il telefono, molto più intuitiva.

Oltre al restyling del backup, e si tratta di un dettaglio che per molti farà la differenza, arriva finalmente anche il raggruppamento manuale degli scatti. La funzione, che su iOS era stata accolta con grande favore, consente di selezionare più foto e di trasformarle in un unico set, una sorta di album istantaneo che facilita la condivisione o la successiva catalogazione. Non solo ordine, dunque, ma anche creatività: l’app consente ora di creare sticker personalizzati partendo dalle proprie immagini. Il meccanismo è semplice e diretto, e non richiede più l’ausilio di applicazioni di terze parti che spesso, come vedremo, nascondono insidie. Basta aprire una foto, possibilmente con un soggetto ben definito in primo piano, attendere che un leggero alone luminoso ne tracci il contorno, e tenere premuto per ritagliarlo. Il gioco è fatto: si può copiare e incollare l’adesivo direttamente nelle chat di WhatsApp o nelle storie di Instagram, senza passaggi intermedi.

Il lato oscuro delle app di fotoritocco: un avviso per chi scarica

Ma se da un lato Google Foto semplifica la vita, dall’altro il mondo delle applicazioni Android continua a nascondere trappole pericolose. Proprio mentre si diffonde la notizia delle nuove funzionalità dell’app di Google, gli esperti di sicurezza informatica lanciano l’allarme su una minaccia silenziosa che ha già colpito circa centomila utenti. Il meccanismo è subdolo e gioca sulla fiducia e sulla vanità delle persone: si scarica quella che sembra una divertente applicazione per trasformare i propri selfie in cartoon, ma l’app, nella migliore delle ipotesi, non funziona. Nella peggiore, e più frequente, ruba le credenziali di accesso a Facebook.

Si tratta di veri e propri trojan, spesso camuffati da editor di immagini o da giochi innocui, che vengono caricati anche su store ufficiali come Google Play dopo aver superato, con tecniche di offuscamento del codice, i primi filtri di sicurezza. Una volta installate, queste applicazioni richiedono stranamente il login al social network per sbloccare presunte funzionalità premium o per rimuovere la pubblicità. L’utente, ignaro, inserisce username e password in quella che crede essere una finestra sicura, ma che in realtà è una schermata di phishing controllata dai malintenzionati. I dati finiscono così direttamente nelle mani dei criminali informatici, che possono poi utilizzare l’account compromesso per inviare spam, truffare i contatti della vittima o raccogliere ulteriori informazioni sensibili.

Quando l’innovazione incontra la pubblica amministrazione

In un panorama digitale fatto di novità gradite e rischi concreti, c’è spazio anche per esempi virtuosi di come la tecnologia possa mettersi al servizio del cittadino. È il caso della Città Metropolitana di Sassari, che ha recentemente presentato “DomosApp.PA”, la sua nuova applicazione istituzionale. Lontana dalle logiche del profitto o del malware, questa app rappresenta un tentativo concreto di innovazione amministrativa: si tratta di uno strumento gratuito, integrato con il sito web dell’Ente, pensato per essere un ponte diretto tra la macchina burocratica e la popolazione.

L’obiettivo dichiarato è quello di mettere il territorio al centro, offrendo a cittadini, siano essi residenti o semplici visitatori, un accesso semplice e immediato ai servizi e alle informazioni della metropoli. Non è solo una vetrina, ma un canale bidirezionale che punta a snellire le pratiche e a rendere la comunicazione delle istituzioni più moderna e, auspicabilmente, più trasparente. Un segnale positivo che dimostra come lo sviluppo di applicazioni mobili possa seguire strade diverse, allontanandosi sia dalle logiche puramente commerciali di Google, sia da quelle criminali dei truffatori informatici.

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