Sassi contro il bus del Chieti, vetri in frantumi e paura: indaga la Digos
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Redazione Interno
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Nel tardo pomeriggio di ieri, lungo la strada che costeggia l'autostrada A14 a circa un chilometro dall'uscita di Loreto, l'autobus che trasportava i giocatori del Chieti Calcio è stato fatto oggetto di un'aggressione del tutto inattesa, la quale, stando alle prime e frammentarie ricostruzioni, avrebbe avuto come autori proprio una frangia di sostenitori della squadra abruzzese, esasperati forse dall'ennesima sconfitta esterna. Il mezzo, che stava rientrando in Abruzzo dopo la partita disputata sul campo di Recanati e persa per due a zero, è stato infatti investito da un fitto lancio di sassi, i quali, sebbene non abbiano causato feriti tra i passeggeri, hanno portato alla frantumazione di alcuni vetri, creando una situazione di grande apprensione e di pericolo concreto, scampato anche grazie alla prontezza di riflessi del conducente. Quest'ultimo, infatti, intuendo la gravità del momento e la minaccia rappresentata dal gruppo di persone che aveva invaso la carreggiata, è riuscito a compiere una manovra evasiva, evitando così di investire i malintenzionati, i quali, secondo quanto riferito, sarebbero stati una ventina.
L'inchiesta delle forze dell'ordine
Sul caso, che si inserisce in un preoccupante filone di episodi di teppismo ai danni delle stesse squadre sostenute, hanno immediatamente avviato un'indagine congiunta le Digos delle Questure di Macerata e di Chieti, le quali stanno ora cercando di ricostruire l'esatta dinamica dei fatti e, soprattutto, di risalire all'identità di coloro che hanno materialmente compiuto il gesto. Gli investigatori, per i quali si è trattato di una "contestazione sfociata nella follia", stanno setacciando ogni possibile elemento utile, analizzando le riprese delle telecamere di sorveglianza poste lungo il tratto stradale interessato dall'agguato e raccogliendo le testimonianze dei presenti sull'autobus, nella speranza di individuare rapidamente i responsabili di un atto che ha messo a repentaglio l'incolumità pubblica.
Il contesto sportivo e i precedenti
L'episodio di violenza, che ha dell'assurdo considerando che i giocatori aggrediti erano gli stessi atleti sostenuti solitamente da chi ha scagliato le pietre, giunge a seguito di una prestazione negativa della squadra in campionato, un risultato che, nel panorama della Serie D, conferma per i neroverdi una posizione di classifica non certo esaltante, il quindicesimo posto. Non si tratta, purtroppo, di un caso isolato nel calcio di categoria, dove simili manifestazioni di protesta violenta, sebbene non frequenti, rappresentano una deriva che le istituzioni e il mondo sportivo faticano a debellare; episodi come questo, se ne sono verificati degli altri in passato, gettano un'ombra sinistra sul tifo di base, mostrandone il lato più oscuro e irrazionale, quello che trasforma la passione in un cieco e pericoloso accanimento.
Le dinamiche dell'agguato stradale
La modalità dell'assalto, avvenuto non in un parcheggio o in un'area di sosta ma direttamente su una strada aperta al traffico, denota una certa premeditazione e una totale noncuranza per le conseguenze che un'azione del genere avrebbe potuto provocare. L'imboscata, con il blocco della carreggiata e il successivo lancio di oggetti contundenti contro un veicolo in movimento, configura un reato di particolare gravità, che va ben oltre la semplice intenzione di protestare o di contestare una prestazione sportiva deludente. La scelta del luogo, poi, non lontano da un casello autostradale, suggerisce una conoscenza precisa degli spostamenti del bus della squadra, lasciando intendere che i dettagli del viaggio di ritorno non fossero affatto un segreto per qualcuno.




