Scontri a Genova prima di Genoa-Inter, feriti 15 poliziotti: la Digos indaga
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Redazione Sport
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Circa un'ora prima del fischio d'inizio della partita tra Genoa e Inter, ieri pomeriggio, l'area esterna allo stadio Luigi Ferraris di Marassi è stata teatro di violenti disordini che hanno causato il ferimento, seppur in modo lieve, di quindici agenti di polizia. Gli scontri, scoppiati nei pressi del settore destinato al pubblico ospite, hanno visto come protagonisti gruppi di tifosi avversari, i quali hanno tentato con forza di venire a contatto nonostante il massiccio spiegamento di forze dell'ordine.
La dinamica dell'aggressione
Secondo le prime ricostruzioni, la tensione è deflagrata poco prima delle 17, all'arrivo di due autobus carichi di sostenitori nerazzurri. I mezzi, come accertano le indagini, sarebbero giunti a destinazione già con le porte aperte, permettendo a chi era a bordo – presumibilmente armato di bombe carta e fumogeni – di riversarsi rapidamente nell'area. I poliziotti, principalmente appartenenti ai reparti mobili, si sono immediatamente frapposti tra le fazioni nel tentativo, peraltro riuscito, di impedire uno scontro diretto e più ampio. Nell'intervento, tuttavia, diversi di loro hanno riportato contusioni, frutto dell'aggressività degli ultrà e del lancio di oggetti, tra cui transenne, costringendoli a ricevere cure mediche presso il vicino ospedale San Martino.
Le conseguenze in città e l'avvio delle indagini
La guerriglia, che ha temporaneamente stravolto la normale vita del quartiere, non si è limitata al solo parcheggio dello stadio. Alcuni gruppi di facinorosi, infatti, hanno approfittato del caos per dare sfogo ad atti di vandalismo, lasciando dietro di sé un panorama di auto incendiate e vetrine infrante. Episodi che hanno riportato alla mente, seppur con dinamiche e attori completamente diversi, l'immagine di una città periodicamente ferita dalla violenza di piazza. La gestione dell'ordine pubblico, in questa occasione, è stata tuttavia in grado di circoscrivere l'episodio principale, evitando che il bilancio potesse farsi ancor più grave.
Il lavoro degli investigatori
Sul caso, come di consueto in simili circostanze, è già al lavoro la Digos in coordinamento con la polizia scientifica. Gli investigatori, esaminando filmati e raccogliendo testimonianze, sono impegnati nell'opera minuziosa di identificazione dei responsabili degli assalti e dei danneggiamenti. L'obiettivo è ricostruire con precisione la catena degli eventi e individuare, tra i molti presenti, coloro che hanno materialmente condotto e partecipato all'aggressione contro le forze dell'ordine e alla devastazione. Le indagini proseguono senza sosta per fornire alla magistratura un quadro chiaro e circostanziato.




