Prato, si allarga la ricerca di Denisa Maria Adas: cani molecolari e elicotteri nel laghetto degli Alcali
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Redazione Interno
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Sono passati sette giorni da quando Maria Denisa Adas, trentenne di origini romene, è scomparsa senza lasciare traccia. L’ultima volta che è stata vista risale alla notte tra il 15 e il 16 maggio, nel residence Ferrucci di Prato, dove alloggiava. Da allora, le indagini si sono concentrate su un’area a circa un chilometro e mezzo di distanza, nei pressi del laghetto degli Alcali e della zona dei Lecci, dove i carabinieri – supportati da unità cinofile, elicotteri e volontari della Protezione civile – hanno intensificato le ricerche.
I cani molecolari, dopo aver annusato alcuni effetti personali trovati nella stanza 101 del residence, hanno guidato gli investigatori verso quel tratto di territorio, suggerendo che lì potessero esserci tracce della donna. Le perlustrazioni, condotte anche con l’ausilio del reparto scientifico, non hanno ancora portato a risultati concreti, ma confermano che gli inquirenti stanno seguendo poche, anche se precise, indicazioni.
Nel frattempo, sono state ascoltate due amiche di Denisa, tra cui una collega che, in una chat, ha espresso preoccupazione: «Tenevo a lei, ci hanno fatto le cose peggiori». Le parole, seppur vaghe, lasciano intuire che la scomparsa potrebbe non essere volontaria. La madre della giovane, così come altri testimoni, è stata sentita dagli investigatori, mentre la procura cerca di ricostruire ogni movimento della donna nelle ore precedenti alla sparizione.
Prato, in queste ore, sembra sospesa tra il silenzio delle ricerche e il brusio delle ipotesi. L’elicottero dei carabinieri continua a sorvolare la zona del laghetto, mentre gli agenti setacciano ogni angolo, seguendo anche segnalazioni arrivate dai cittadini. Quello che è certo è che Denisa, secondo chi la conosceva, non sarebbe mai sparita così, senza avvisare nessuno.




