Vaccinazioni antinfluenzali, parte la campagna 2025-2026: boom di adesioni nelle farmacie
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Redazione Salute
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Prende il via, come di consueto nel periodo autunnale, la campagna di vaccinazione contro l'influenza stagionale 2025-2026, che si protrarrà, offrendo un'ampia finestra temporale per la somministrazione, fino al prossimo anno. Presso l'ospedale Bambino Gesù, a partire dal primo di ottobre, la vaccinazione viene offerta gratuitamente a tutti i bambini di età compresa tra i sei mesi e i sette anni, indipendentemente dal loro stato di salute, sebbene sia considerata di vitale importanza per coloro che, a causa di condizioni patologiche preesistenti, potrebbero andare incontro a complicazioni. L'offerta si estende, in maniera più mirata, ai pazienti fino ai diciotto anni che sono affetti da un'ampia gamma di malattie croniche, le quali, come è noto, rendono l'organismo più vulnerabile agli effetti del virus influenzale.
Le categorie a rischio
Tra i soggetti per i quali la vaccinazione è fortemente raccomandata, vi sono quelli con patologie a carico dell'apparato respiratorio, che includono, per fare alcuni esempi, l'asma grave e la fibrosi cistica, ma anche coloro che soffrono di malattie cardiocircolatorie, congenite o acquisite. A questi si aggiungono i pazienti con diabete mellito, altre malattie metaboliche ed epatopatie croniche, senza dimenticare chi è colpito da insufficienza renale o surrenale. La lista prosegue con le malattie degli organi emopoietici, i tumori – specialmente per i pazienti in corso di trattamento chemioterapico – e tutte quelle condizioni, congenite o acquisite, che comportano una carente produzione di anticorpi o una immunosoppressione, la quale può essere indotta da farmaci o dall'HIV. Non vengono trascurate, infine, le malattie infiammatorie croniche intestinali, le sindromi da malassorbimento, le patologie che richiedono importanti interventi chirurgici programmati e quelle che, associandosi a un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie, espongono a pericoli maggiori.
Il successo nelle farmacie
A soli sette giorni dal suo avvio, la campagna vaccinale sta registrando un incremento significativo di adesioni presso le farmacie, le quali, come dimostrano i dati di Federfarma, hanno già somministrato il quaranta per cento di vaccini in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nelle settantasei farmacie della regione accreditate, i vaccinati contro l'influenza hanno toccato quota 1351, un numero di gran lunga superiore agli 881 registrati l'anno precedente. Un dato che, in qualche modo, ha sorpreso gli operatori del settore riguarda la vaccinazione anti-Covid, la quale, nonostante un calo di attenzione mediatica, vede ancora un discreto numero di persone che scelgono di effettuare la doppia immunizzazione: sono 342, infatti, coloro che hanno ricevuto entrambi i vaccini, contro i 221 dello scorso anno, mantenendo un rapporto di circa 80 a 20 per cento tra le due somministrazioni.
Il caso di Brescia e l'impegno in Sicilia
Un vero e proprio boom di vaccinazioni antinfluenzali si è verificato nelle farmacie della provincia di Brescia, dove, nella sola prima settimana di attività – dal 13 al 18 ottobre – sono state somministrate quasi undicimila dosi. Nei 138 presidi dell'Ats bresciana, per la precisione, hanno varcato la soglia delle farmacie 10.631 persone, un dato a cui vanno aggiunti i residenti in Vallecamonica, che fanno capo all'Ats della montagna, la quale, aggregando i numeri con Valtellina e Alto Lario, conta 1.350 vaccinazioni nello stesso arco temporale. Parallelamente, in Sicilia, i medici si sono messi in prima linea per promuovere la campagna, sottolineando, con lo slogan "Una puntura può salvare una vita", l'importanza di questo gesto di prevenzione. L'avvio simbolico si è tenuto a Palermo, a Villa Magnisi, dove il primo a vaccinarsi è stato un dirigente generale del Dipartimento Attività Sanitarie, insieme ai consiglieri dell'Ordine e ai medici in formazione.




