Cassano, il talento scoperto da Fabregas dopo una spallata con Diao

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Cesc Fabregas ha rivelato un retroscena che racconta molto del suo metodo di lavoro. Al Festival dello Sport di Trento, l'allenatore del Como ha spiegato come è nata la sua attenzione per Riccardo Cassano, centrocampista che non aveva mai giocato nemmeno con la Primavera. «Si è allenato con noi, al secondo giorno ho chiamato Roberts dicendogli che lo volevo vedere di più ogni giorno», ha raccontato il tecnico spagnolo, riferendosi al responsabile dell'accademia lariana.

La spallata di Diao e l'intuizione

Il particolare più curioso riguarda il modo in cui Fabregas ha deciso di testare il carattere del ragazzo. «Per vedere come avrebbe reagito a una spallata di Diao», ha spiegato l'allenatore, sottolineando come il suo interesse per i giovani parta dalla capacità di riconoscere tempo, spazio e movimento dei compagni. «Mi piace lavorare con giocatori intelligenti», ha aggiunto, prima di rivelare un'abitudine che applica regolarmente con i suoi ragazzi: chiedere loro chi sia il loro idolo e mostrare i video dei campioni a cui si ispirano.

Da Cunha e Nico Paz: i trofei secondo Fabregas

La filosofia del tecnico catalano emerge anche dal modo in cui valuta il proprio lavoro. «So che un allenatore alla fine viene giudicato dai trofei, ma i miei trofei sono la crescita dei giovani come Da Cunha», ha dichiarato al Festival dello Sport. Un concetto ribadito con forza quando ha parlato di Nico Paz, arrivato al Como anche grazie alla fiducia riposta in lui: «Tanti ragazzi sono venuti qui per me, non me la sento di lasciarli, di lasciare l'identità che stiamo cercando di costruire».

Una stagione mai vissuta prima

Il Como si prepara ad affrontare un'annata senza precedenti, con il doppio impegno europeo che cambia radicalmente la gestione delle energie. «La sfida di questa stagione è vivere un anno che nessuno di noi ha mai vissuto: giochiamo tre partite a settimana, per tutta la stagione, aggiungendoci per molti anche la nazionale e un nuovo livello», ha spiegato Fabregas, ammettendo che non è facile da gestire. Il calendario fitto e la pressione di un palcoscenico più alto metteranno alla prova la profondità della rosa e la capacità dello staff di dosare le forze.

L'eredità di Conte e l'idea di calcio

Tra le figure che hanno segnato la carriera di Fabregas, un posto di rilievo spetta ad Antonio Conte, allenato ai tempi del Chelsea. L'allenatore del Como ha ricordato l'intensità delle sedute di allenamento del tecnico salentino, arrivando a raccontare di essersi sentito quasi svenire per la fatica. Un metodo esigente che, secondo Fabregas, ha contribuito a plasmare il calcio di oggi. «Se perdo, voglio perdere a modo mio», ha detto, sintetizzando la sua visione: preparare ogni partita per giocare con il proprio stile, accettando che a volte l'avversario sia più forte.

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