La volata per la Champions League è già un minicampionato di cinque squadre per due posti
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Redazione Sport
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Il campionato di Serie A, giunto ormai alle sue undici battute finali, sta progressivamente definendo le sue gerarchie, seppur con una coda di fitti interrogativi che riguardano la qualificazione alla prossima Champions League. Se da un lato l’Inter, forte dei suoi 67 punti, sembra aver messo una seria ipoteca sullo scudetto, e il Milan, secondo a quota 57, può vantare un cuscinetto di nove lunghezze sulla quinta in classifica che gli consente di guardare con relativa serenità al proprio cammino europeo -3, dall’altro lato la bagarre per gli ultimi due slot a disposizione – quelli che al momento corrispondono al terzo e al quarto posto – si annuncia incandescente e di difficile pronostico.
In questo scenario di ristrettezze, complice anche il rendimento altalenante di alcune delle pretendenti, la lotta si è ristretta a un quintetto di squadre racchiuse in un fazzoletto di otto punti. Il Napoli di Antonio Conte, terzo con 53 punti, guida questo drappello, ma deve guardarsi dalle insidie di una Roma che, forte dei suoi 51 punti e di una solidità difensiva ritrovata, occupa la quarta piazza. A ridosso dei giallorossi, e con le idee decisamente chiare su come proporsi in questa fase cruciale della stagione, troviamo poi il Como di Cesc Fabregas: i lariani, quinti a 48 punti, rappresentano forse la rivelazione più luminosa di questo torneo, forti di un gioco corale che ha portato venti punti in più in classifica rispetto alla stagione passata. E proprio quando si pensava che il discorso potesse riguardare solo queste tre formazioni, ecco riaffacciarsi la Juventus, sesta a 47 punti nonostante un rendimento inferiore a quello dello scorso anno con Thiago Motta, e l’Atalanta, settima a 45, quest’ultima chiamata a gestire nel frattempo anche il doppio impegno di Champions League contro il Bayern Monaco, un fattore che potrebbe influenzare le energie da dedicare al campionato.
I calendari a confronto tra scontri diretti e impegni infrasettimanali
L’analisi dei rispettivi percorsi verso il traguardo offre spunti di riflessione tutt’altro banali. Il Napoli, per mantenere l’attuale posizione di vantaggio, dovrà superare ostacoli significativi come la sfida interna al Milan alla trentunesima giornata e la trasferta di Como, senza dimenticare gli impegni contro Lazio e Bologna al Maradona. La Roma, dal canto suo, si troverà ad affrontare un finale di stagione ad altissima tensione: i giallorossi incroceranno le armi con l’Inter all’Olimpico, con l’Atalanta in casa e, nel finale, con il derby contro la Lazio alla penultima giornata, una partita che da sola può valere una stagione. Particolarmente interessante è anche il cammino del Como: i lombardi, dopo la trasferta di Roma, ospiteranno il Napoli e, nel mezzo, se la vedranno con l’Inter in campionato, senza contare il doppio confronto in Coppa Italia contro gli stessi nerazzurri che potrebbe distogliere risorse mentali e fisiche.
La Juventus, per quanto apparsa a tratti in difficoltà, conserva nel suo calendario la possibilità di incidere pesantemente sugli equilibri, considerato che dovrà affrontare Atalanta e Milan lontano dalle mura amiche, incroci che potrebbero rivelarsi determinanti per il sorpasso in classifica. E proprio l’Atalanta, seppur partita con lo svantaggio maggiore, potrebbe giocare un ruolo da arbitra di questa contesa: i bergamaschi se la vedranno infatti con Inter, Juventus e Roma, e da questi scontri potrebbe arrivare una rimonta che al momento appare improbabile solo se si guarda ai numeri, ma non certo alla storia recente del club. In un minicampionato di undici partite, insomma, ogni punto perso per strada rischia di pesare come un macigno, e la gestione degli scontri diretti – con i conseguenti criteri di vantaggio negli avvicendamenti in classifica – diventerà un elemento di calcolo quasi quotidiano per le contendenti.




