Ruiner 2 cambia genere e diventa un action RPG cooperativo

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   A distanza di sette anni dall’uscita del primo capitolo, un lasso di tempo nel quale l’industria videoludica ha visto cambiare radicalmente gusti e tecnologie, lo studio polacco Reikon Games ha rotto il silenzio che avvolgeva le sorti del suo Titolo cyberpunk più amato. L’annuncio, caduto come un fulmine a ciel sereno per gli appassionati del genere, è quello di RUINER 2, un seguito che non si limita a proseguire la storia, ma che stravolge le fondamenta stesse dell’esperienza di gioco. Il team di sviluppo, forte del successo di culto ottenuto con lo sparatutto a volo d’uccello del 2017, ha deciso di intraprendere un percorso coraggioso, abbandonando la formula del twin-stick shooter solitario per abbracciare le complesse architetture di un action RPG cooperativo. Si torna, e lo si fa con prepotenza, nella megalopoli distopica di Rengkok, un inferno industriale di asfalto e neon dove le multinazionali non si accontentano più di sfruttare la forza lavoro, ma detengono i diritti d’autore sulla vita e, in una paradossale estensione del controllo, persino sulla morte dei cittadini.

Un hacker e i suoi gusci: la meccanica che rivoluziona il combat system

Il cuore pulsante di questa reinvenzione risiede nella figura del protagonista, un hacker la cui abilità non si limita a violare sistemi informatici, ma si estende fino al controllo dei corpi altrui. I giocatori, o il gruppo di essi, non interpreteranno più un singolo cyborg assetato di sangue, ma diventeranno dei burattinai in grado di impossessarsi di quelli che il gioco definisce “Shell”, ovvero gusci cibernetici. Si tratta di corpi da combattimento unici, ciascuno caratterizzato da uno stile di lotta, abilità speciali e un ruolo preciso all’interno della squadra: un po’ come avveniva per le classi nei giochi di ruolo più classici, ma con una dinamica fluida e in tempo reale. Chi giocherà in solitaria avrà la possibilità di gestire fino a tre di questi Shell, passando dall’uno all’altro in battaglia con un semplice comando per creare catene di attacchi e sinergie devastanti. Chi invece preferirà l’esperienza cooperativa, potrà farlo fino a un massimo di tre giocatori, e in questo scenario il numero di gusci sul campo di battaglia potrà raddoppiare, arrivando a sei e aprendo la strada a combinazioni di abilità ancora più complesse e letali.

Dalla nicchia dei riflessi pronti alla strategia di squadra

Profondità ruolistica e un endgame senza limiti

Ad arricchire ulteriormente l’impalcatura ruolistica ci pensano poi i sistemi di progressione, sdoppiati su due livelli paralleli. Da un lato c’è la crescita del singolo Shell, ognuno dotato di quattro abilità che si diramano in alberi delle abilità specializzati, capaci di modificarne non solo l’efficacia ma il comportamento stesso in battaglia. Dall’altro lato opera invece il Neural Network, una sorta di albero delle abilità passivo legato all’hacker, la cui progressione influenza l’intero roster di Shell a disposizione, definendo di fatto lo stile di gioco complessivo dell’utente. A completare il quadro, il sistema di crafting e di potenziamento dell’equipaggiamento è gestito tramite tre risorse limitate, ovvero potenza, CPU e memoria, costringendo il giocatore a scelte ponderate e a compromessi. E per coloro che una volta terminata la campagna principale non volessero abbandonare Rengkok, gli sviluppatori promettono un endgame “infinito”, con livelli di sfida sempre crescenti e ricompense alla pari, il tutto rigorosamente privo di microtransazioni che possano alterare l’equilibrio del gioco. Al momento RUINER 2 è stato annunciato solo per PC, con pubblicazione su Steam ed Epic Games Store, e non è stata ancora comunicata una finestra di lancio precisa.

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