Governo Meloni chiede contributo di solidarietà alle banche
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Redazione Economia
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Il governo Meloni ha deciso di chiedere alle banche un contributo di solidarietà, una misura che si discosta dalla tassa sugli extraprofitti. Secondo fonti di Palazzo Chigi, il ministro Giorgetti ha annunciato che le banche, avendo beneficiato di condizioni particolarmente favorevoli negli ultimi anni, dovranno versare questo contributo. L'Associazione Bancaria Italiana (Abi) ha mostrato apertura verso questa richiesta, specificando che le misure dovranno essere temporanee e predeterminate.
Durante gli incontri tra governo, sindacati e imprese sul Piano strutturale di bilancio a medio termine, è emerso che le misure della prossima Manovra saranno finanziate in parte dall'aumento delle entrate fiscali e dai tagli alla spesa pubblica, e in parte dal contributo delle banche. Il governo intende rendere strutturali alcune misure, come il taglio del cuneo fiscale per i lavoratori a basso e medio reddito e la riforma delle aliquote Irpef.
L'Abi ha dichiarato la sua disponibilità a eventuali misure che possano mettere a disposizione una maggiore liquidità per il bilancio dello Stato. Tuttavia, le banche hanno posto delle condizioni precise per portare avanti la discussione. Dopo giorni di indiscrezioni e con alcuni scivoloni in Borsa per il settore del credito, il consiglio esecutivo delle banche ha dato il suo ok a una sorta di contributo di solidarietà, ma con molti paletti.
Il governo Meloni, quindi, non ha optato per una tassa sugli extraprofitti, ma ha preferito un contributo concordato da spendere in sede di manovra.




