Nave da crociera incagliata alle Fiji, la rimozione del carburante corre contro il tempo per salvare la barriera
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Redazione Esteri
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Le acque cristalline che circondano Monuriki, l’isola resa celebre dal naufragio cinematografico di Tom Hanks in “Cast Away”, sono diventate il teatro di una complessa operazione di salvataggio ambientale. Da sabato scorso, alla vigilia di Pasqua, la motonave “Fiji Princess” giace arenata sulla barriera corallina, e se da un lato tutti i passeggeri sono stati tratti in salvo, dall’altro è scattata una corsa contro il tempo per evitare che le 20mila litri di gasolio ancora a bordo trasformino questo paradiso in un disastro ecologico.
La dinamica dell’incidente e l’evacuazione immediata
La nave, un’unità di 55 metri gestita dalla Blue Lagoon Cruises, si trovava in condizioni meteorologiche apparentemente stabili quando un improvviso e violento temporale (definito “squall” dalle autorità) ne ha compromesso l’ancoraggio. Secondo le prime ricostruzioni fornite dalla compagnia, la burrasca avrebbe trascinato l’imbarcazione verso la barriera corallina, facendola incagliare irreversibilmente sullo scafo sinistro; un danno che ha interessato non solo la zona del timone, ma anche la struttura sottostante, causando un’immediata falla e il conseguente guasto al motore. Nonostante la violenza dell’impatto, i 30 passeggeri presenti a bordo (affiancati da un equipaggio di circa 31 unità) sono stati evacuati in perfetto ordine già nella giornata di domenica, trasferiti prima su un traghetto veloce e poi al sicuro a Port Denarau, sull’isola principale di Viti Levu, senza che si registrassero feriti.
La corsa contro il tempo per il disastro ambientale
Ciò che tiene ancora con il fiato sospeso i soccorritori è proprio la presenza di quelle 20mila tonnellate di carburante nei serbatoi della “Fiji Princess”. Sebbene le ispezioni iniziali non abbiano rilevato rotture nelle cisterne – un piccolo miracolo visto l’impatto violento contro la roccia – il rischio di una perdita resta altissimo. Le operazioni di salvataggio, coordinate dalla Maritime Safety Authority of Fiji (Msaf) con il supporto di un team specializzato australiano, si sono quindi concentrate immediatamente sul pompaggio del diesel. Il mare mosso e le onde potenti, però, stanno complicando non poco le manovre, rendendo difficili i controlli subacquei più approfonditi e limitando l’uso delle barriere oleodinamiche posizionate come precauzione.
Le condizioni della nave e lo scenario delle Fiji
Lo scafo della “Fiji Princess”, che secondo i primi report ha subito danni strutturali significativi, è stato alleggerito dalla presenza umana: i pochi membri dell’equipaggio rimasti per assistere le operazioni non pernottano più a bordo per ragioni di sicurezza, trovando rifugio su una nave gemella. La location dell’incidente, l’isola disabitata di Monuriki, fa parte dell’arcipelago di Malolo ed è una meta iconica per i turisti, spesso attratti proprio dai set del film del 2000. La compagnia Blue Lagoon Cruises, specializzata in crociere da sette giorni che toccano baie remote, ha già avviato un’indagine interna per ricostruire l’esatta sequenza di eventi, mentre l’attenzione rimane focalizzata sulla rimozione dell’olio lubrificante e del carburante residuo per scongiurare una contaminazione della barriera corallina, un ecosistema tra i più vulnerabili dell’Oceano Pacifico.




