Nave da crociera incagliata sulla barriera corallina di Monuriki, l’isola di “Cast Away”: tutti in salvo, ora si teme il disastro ambientale

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Sono bastati pochi, drammatici minuti per trasformare un’odissea turistica in un incubo logistico e ambientale, con la MV Fiji Princess – un’imbarcazione di circa 55 metri battente bandiera delle Fiji – che alla vigilia di Pasqua si è arenata sulla barriera corcoltiva che avvolge Monuriki, l’atollo reso celebre dal film “Cast Away” con Tom Hanks. L’allarme è scattato quando la nave, gestita dalla Blue Lagoon Cruises, ha deviato improvvisamente dalla sua rotta di ancoraggio, finendo con la chiglia contro il crinale corallino in un’area protetta dove la ricchezza della fauna marina è pari solo alla fragilità dell’ecosistema. Le operazioni di evacuazione, coordinate dall’agenzia marittima locale, hanno permesso di mettere in sicurezza tutti i presenti: trenta passeggeri e altrettanti membri dell’equipaggio sono stati trasferiti su mezzi d’appoggio senza che si registrassero feriti, né tantomeno vittime, nonostante la posizione scomoda dello scafo inclinato sugli spigoli vivi del reef.

La dinamica dell’incidente: un colpo di vento o un errore di manovra?

Secondo una prima ricostruzione, condivisa dalla compagnia di crociera a ridosso dell’incaglio, la Fiji Princess si trovava nei pressi di Monuriki – isola disabitata dell’arcipelago delle Fiji – in condizioni meteorologiche che gli operatori avevano descritto come stabili. Tuttavia, nel corso della notte, una burrasca improvvisa (la cui intensità è ancora al vaglio degli investigatori) potrebbe aver spinto l’unità fuori dall’area di ancoraggio sicura, trascinandola verso la sezione più affilata della barriera. Non si escludono, naturalmente, altre concause, inclusi eventuali fattori umani o strumentali; a tal proposito, l’autorità portuale ha aperto un’inchiesta formale per verificare sia l’operato del comandante sia l’efficienza dei sistemi di navigazione. Ciò che appare chiaro, al momento, è la violenza dell’impatto: lo scafo è rimasto incastrato tra i coralli frangenti, tanto da rendere impossibile qualsiasi manovra autonoma di disincaglio.

Soccorsi riusciti, ma la corsa è contro il tempo per il carburante

Il lieto fine, per quanto riguarda la vita umana, non ha però placato l’ansia degli ambientalisti e delle istituzioni locali, perché nel ventre della nave giacciono ancora i serbatoi di carburante – una miscela tra diesel marino e oli lubrificanti – che rappresentano una minaccia concreta per l’equilibrio chimico dell’area. Le squadre di soccorso specializzate, giunte via mare da Suva e da altre basi operative dell’arcipelago, stanno lavorando senza sosta per pompare il combustibile prima che lo scafo, sottoposto alla duplice azione delle maree e delle onde, subisca lacerazioni più profonde. Ogni ora che passa, in questo senso, accresce il rischio di una fuoriuscita che inonderebbe di idrocarburi le acque cristalline dove nidificano tartarughe e pesci pappagallo, trasformando un set cinematografico in un’emergenza ecologica di non facile soluzione.

L’ombra del precedente e l’inchiesta in corso

Le Fiji, va ricordato, non sono nuove a incidenti simili: la fragilità delle rotte tra gli atolli, unita alla crescente pressione turistica nella regione, ha già portato in passato ad altri incagli minori, sebbene raramente con una nave di queste dimensioni. La Blue Lagoon Cruises, attraverso un portavoce, ha dichiarato di aver messo a disposizione tutte le proprie risorse tecniche per collaborare con le autorità, limitandosi però a confermare la tesi della burrasca senza addentrarsi in valutazioni sulle responsabilità. Intanto, la procura delle Fiji ha avviato accertamenti separati, con particolare attenzione ai registri di bordo delle ultime ventiquattro ore precedenti l’incaglio. Nessuna ipotesi viene scartata, neppure quella di un possibile guasto meccanico, e nelle prossime ore gli investigatori dovrebbero ascoltare il comandante e il capo macchinista, entrambi rientrati a terra insieme ai passeggeri.

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