Anna Foa avverte: una legge contro l'antisemitismo non può limitare la critica a Israele

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La storica Anna Foa, autrice di un recente volume edito da Laterza, è tra le voci ascoltate dalla commissione Affari costituzionali del Senato nell'ambito dell'esame dei disegni di legge contro l'antisemitismo, i quali, com'è noto, hanno innescato un acceso dibattito politico e culturale. Durante la sua audizione, Foa ha espresso una posizione netta, condivisa da altri intellettuali ebrei, criticando con decisione il testo presentato da Graziano Delrio per i suoi possibili effetti censori, i quali, secondo la studiosa, potrebbero finire per colpire chiunque esprima riserve sulle politiche del governo israeliano.

Il nodo della definizione e il rischio di strumentalizzazione

Il fulcro della questione, come sottolineato dall'esperta, risiede nella definizione di antisemitismo che una legge del genere intenderebbe adottare. La storica si è dichiarata contraria al riferimento alla definizione operativa elaborata dall'International Holocaust Remembrance Alliance (Ihra), poiché essa, nelle sue applicazioni più estensive, potrebbe trasformare una legittima critica politica in un reato. «Una buona legge», ha affermato Foa, «dovrebbe colpire senza ambiguità l'odio verso gli ebrei, distinto da qualsiasi posizione su uno Stato, per quanto legato alla loro storia». Un principio che, se disatteso, rischierebbe di svuotare il significato stesso della lotta al pregiudizio, confondendo piani che devono rimanere separati.

La corsa in commissione e le divisioni politiche

Mentre le audizioni procedevano, l'iter in Senato ha conosciuto un'accelerazione, spinta principalmente dalle forze di centrodestra e da Italia Viva, le quali hanno manifestato l'intenzione di non voler "perdere tempo". Il presidente della commissione, Alberto Balboni, ha bilanciato la necessità di una soluzione rapida con l'esigenza di approfondire un tema complesso, annunciando la chiusura del ciclo di audizioni per il 13 gennaio. La data simbolica del 27 gennaio, Giorno della Memoria, è stata indicata da alcuni, in particolare da Ivan Scalfarotto per Iv, come un termine auspicabile per un voto in commissione, un obiettivo però apparso subito poco realistico date le divergenze emerse.

La frizione nel Partito Democratico e lo scenario attuale

La proposta Delrio, infatti, ha creato non poche tensioni all'interno dello stesso Partito Democratico, dal quale sono giunte richieste di ulteriori momenti di confronto e di ascolto di altri esperti, segno di una frattura profonda sulla materia. La destra, d'altro canto, ha mantenuto una linea compatta, sostenendo con decisione il ddl e spingendo per una rapida approvazione. In questo quadro, la posizione di Anna Foa e di altri studiosi intervistati funge da monito circa le conseguenze non intendete di una normativa che, nel tentativo di combattere un male antico, potrebbe ledere la libertà di espressione e di analisi politica, uno dei capisaldi della democrazia.

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