Btp Più, conviene davvero? Tutto quello che c’è da sapere

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il Tesoro italiano, guidato dal ministro Giancarlo Giorgetti, si prepara a lanciare il Btp Più, un nuovo titolo di Stato pensato per attirare i risparmiatori retail. Dopo il successo del Btp a 15 anni, che ha raccolto 133 miliardi di domanda (di cui 13 miliardi effettivamente piazzati), il governo punta ora a conquistare i piccoli investitori, con l’obiettivo di raggiungere i 330-350 miliardi di emissioni previste entro il 2025. Una mossa necessaria, considerata l’assenza della Bce come acquirente di ultima istanza.

Il Btp Più, che sarà collocato da lunedì 17 fino a venerdì 21 febbraio, presenta alcune novità significative rispetto ai tradizionali titoli di Stato. La più rilevante è l’introduzione di un’opzione put, che consente ai sottoscrittori di chiedere il rimborso del capitale investito dopo quattro anni, rinunciando però al rendimento maggiorato previsto per gli ultimi tre anni di vita del titolo. In pratica, il risparmiatore può “uscire” dall’investimento prima della scadenza naturale del Btp, fissata a sette anni, ricevendo indietro l’intero capitale versato, indipendentemente dall’andamento di mercato.

I tassi cedolari minimi garantiti sono stati fissati al 2,80% per i primi quattro anni e al 3,60% per il successivo quadriennio. Tuttavia, i tassi definitivi potrebbero essere rivisti al rialzo in base alle condizioni di mercato al momento della chiusura dell’emissione. Una scelta che rende il Btp Più particolarmente interessante per chi cerca un investimento a medio termine, con la possibilità di uscita anticipata senza perdite.

Ma come si confronta il Btp Più con altre forme di investimento, come i conti deposito? Le simulazioni mostrano che, per chi è disposto a mantenere il titolo fino alla scadenza, il rendimento è competitivo, soprattutto grazie al tasso maggiorato negli ultimi tre anni. Tuttavia, l’opzione put rappresenta un’assicurazione contro eventuali rialzi dei tassi di mercato, che potrebbero rendere meno attraenti i rendimenti fissi del Btp.

Dal punto di vista finanziario, il Btp Più incorpora una sorta di “opzione put” annessa, che permette di vendere il titolo a un prezzo prefissato (100) dopo quattro anni. Una scelta ingegnosa, che combina la sicurezza tipica dei titoli di Stato con una maggiore flessibilità, adatta a un contesto economico incerto.

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