Olimpia Milano, vittoria amara con Trieste: semifinale con Brescia ma Diop si fa male

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La cornice dell’Inalpi Arena di Torino, gremita per l’avvio delle Frecciarossa Final Eight, ha assistito a un quarto di finale che ha regalato spunti interessanti, al di là di un risultato, il 94-86 con cui l’EA7 Emporio Armani Milano ha avuto ragione della Pallacanestro Trieste, che sulla carta poteva sembrare scontato. Coach Peppe Poeta, alla sua prima vera uscita stagionale in una competizione secca, aveva messo in guardia i suoi sulle insidie di una partita unica, e i fatti gli hanno dato ragione: i giuliani, guidati dal nuovo corso di Francesco Taccetti in panchina, non hanno affatto sfigurato, anzi, per lunghi tratti hanno retto il campo, mettendo in difficoltà la corazzza meneghina. Lo testimoniano i 27 punti rifilati da un indemoniato Jahmi’us Ramsey, supportato dai 16 di Jarrod Uthoff, che hanno tenuto accesa la fiammella della speranza per i loro colori fino agli ultimi minuti di gioco. Il punteggio finale, infatti, racconta solo in parte una sfida che ha visto Trieste chiudere addirittura in vantaggio il primo tempo, sul 46-49, e colpire con un ottimo 17 su 33 dall’arco, una percentuale che avrebbe steso chiunque ma non una squadra abituata ai ritmi e alle pressioni dell’Eurolega.

Shields transita, Trieste regge, poi Milano piazza l'allungo decisivo

È stato Shavon Shields, con una prestazione mostruosa da 28 punti in 35 minuti di impiego – e con 21 di questi già segnati nei primi due quarti – a prendere per mano l’Olimpia nei momenti di maggiore concitazione, quando gli avversari sembravano crederci davvero. La fisicità sotto le plance, d’altronde, ha fatto la differenza nel corso della gara: l’Armani ha letteralmente dominato i tabelloni, catturando 42 rimbalzi totali contro i 27 di Trieste, e di questi ben 19 in attacco, una voragine che si è tradotta in 25 punti da seconde opportunità, un bottino che ha consentito a Milano di restare aggrappata al match nei frangenti di minore lucidità offensiva -1. Oltre al solito Shields, ben coadiuvato da Zach LeDay (13 punti), Armoni Brooks e Marko Guduric (12 a testa), è emersa la prova generosa di Leandro Bolmaro, tornato a mettere minuti importanti nelle gambe dopo i recenti problemi fisici e capace di innescare la reazione nel terzo periodo con la sua energia e quel recupero difensivo che ha spento la verve realizzativa di Ramsey -8. L’innesto di Quinn Ellis nel quarto periodo, con i suoi 7 punti, ha poi dato la spinta definitiva per allungare e gestire il vantaggio, fissando il massimo scarto sul +12 a pochi minuti dalla sirena.

L’infortunio di Ousmane Diop getta un’ombra sul passaggio del turno

Se la qualificazione alla semifinale di sabato contro Brescia, che ha nel frattempo regolato Udine, rappresenta l’obiettivo primario centrato, l’umore nello spogliatoio meneghino non può essere totalmente sereno. Nel finale di partita, infatti, Ousmane Diop, giovane lungo che aveva ben figurato nei minuti concessi da Poeta, è stato costretto al stop per un problema muscolare. Coach Poeta, in sala stampa, è apparso rassegnato: "Una parola speciale per Diop, che ci ha dato una grandissima mano sia oggi che con Cremona, purtroppo si è fatto male e lo perdiamo per un po’ di tempo", ha dichiarato, lasciando intendere che si tratti di un infortunio muscolare che richiederà uno stop prolungato -4. Una perdita che, in vista della doppia sfida ravvicinata della Final Eight, potrebbe costringere Poeta a rivedere le rotazioni nel pitturato, specialmente contro una formazione come Brescia, fisica e organizzata. La sensazione, insomma, è che l’Olimpia abbia compiuto il primo passo del suo cammino, ma lo abbia fatto pagando un prezzo alto, dimostrando al contempo che il margine di errore contro squadre meno blasonate ma ben allenate può ridursi drasticamente se si abbassa la guardia. Ora testa ai lombardi, in una semifinale che si preannuncia già combattuta e che metterà in palio un posto per la domenica di gloria.

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