Scontro frontale in Mugello, motociclista di 76 anni perde la vita nella curva del Cornocchio
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Redazione Interno
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L’asfalto bagnato della Sp 8, nel territorio comunale di Barberino di Mugello, è stato teatro questa mattina di un ennesimo tragico impatto che ha visto contrapposti due veicoli senza alcuna possibilità di scampo per il centauro.
Poco dopo le 10,30, in località Cornocchio – precisamente in prossimità di una curva nei pressi di un noto ristorante della zona – una vettura e una moto si sono scontrate frontalmente: la dinamica, stando alle prime ricostruazioni effettuate dagli agenti della polizia locale dell’Unione dei Comuni del Mugello, vedrebbe l’automobile provenire dalla direzione di Barberino mentre la Yamaha condotta dal 76enne sopraggiungeva dall’opposto senso di marcia, forse proveniente da Calenzano.
L’urto, violento al punto da lasciare intuire l’elevata velocità di entrambi i mezzi o una errata valutazione della traiettoria in curva, ha ridotto la moto a un ammasso di lamiere e ha scaraventato il corpo del conducente – L.C., questo il nome della vittima, un fiorentino di 76 anni – sull’asfalto senza lasciargli scampo.
L'intervento dei soccorsi e l'inutile tentativo di salvare la vita
Sul posto, oltre ai sanitari del 118, è stato fatto decollare anche l’elisoccorso per tentare di raggiungere rapidamente l’uomo; un automobilista di passaggio, nel frattempo, aveva già provato a eseguire le manovre di rianimazione sul corpo esanime del 76enne in attesa dei paramedici. Tuttavia, quando i medici sono giunti sul luogo dello schianto – un tratto di strada provinciale che è stato immediatamente chiuso al traffico per consentire i rilievi e la rimozione dei relitti – non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell’uomo.
Le sue condizioni, compromesse irreparabilmente dall’impatto frontale contro la carrozzeria dell’auto, non hanno lasciato adito a speranze. La conducente della macchina, una donna del posto di 56 anni, è rimasta ferita nel sinistro ma, a differenza del centauro, se l’è cavata con un codice giallo: trasportata all’ospedale di Borgo San Lorenzo, non correrebbe comunque pericolo di vita.
I rilievi della polizia locale per ricostruire la dinamica
Gli accertamenti affidati alla polizia locale sono ora concentrati su un aspetto cruciale: stabilire se l’impatto sia stato causato da una manovra azzardata, magari una curva presa troppo larga da uno dei due conducenti, o da una distrazione fatale che ha portato la Yamaha – una R5, secondo alcune testimonianze raccolte – a invadere la corsia opposta o viceversa.
La strada provinciale 8, nota per il suo andamento tortuoso e particolarmente apprezzata – o temuta, a seconda dei punti di vista – dagli amanti delle due ruote, ha visto i suoi asfalti macchiarsi nuovamente di sangue; per la famiglia della vittima è stato intanto attivato il supporto psicologico, un intervento che ormai viene spesso richiesto in casi di lutto improvviso su queste strade.
Nessuna ipotesi viene al momento esclusa dagli inquirenti, che stanno raccogliendo ogni frammento utile a chiarire l’esatta dinamica di questa sciagura, verificando anche le condizioni dei veicoli e le tracce di frenata sull’asfalto.
La viabilità paralizzata dopo l'impatto tra auto e moto
La provinciale, per diverse ore dopo lo scontro, è rimasta bloccata in entrambe le direzioni, costringendo gli automobilisti in transito a cercare percorsi alternativi lungo le stradine secondarie che serpeggiano tra le colline del Mugello; un’interruzione che ha causato non pochi disagi in una mattina di inizio giugno, quando il traffico diretto verso il passo della Futa o verso la cittadina di Barberino è tradizionalmente intenso.
Le operazioni di soccorso e i rilievi tecnici – necessari per redigere la documentazione utile all’autorità giudiziaria, che potrebbe aprire un fascicolo per omicidio stradale – hanno richiesto tempi piuttosto lunghi, vista la complessità della ricostruzione. Si attende ora il via libera per la rimozione della moto, sequestrata come da prassi per le perizie, mentre la salma del 76enne è stata trasferita all’obitorio in attesa delle disposizioni dei familiari.
In una terra segnata dal dolore per la scomparsa di un altro centauro, la curva del Cornocchio si conferma tristemente come uno dei punti più insidiosi della viabilità provinciale.




