Papa a Napoli, l’8 maggio scuole chiuse in tutta la città: firmata l’ordinanza di Manfredi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La macchina organizzativa, in vista dell’arrivo di Papa Leone XIV previsto per l’8 maggio nel capoluogo campano, ha messo in moto un ingranaggio che coinvolgerà direttamente il mondo della scuola. Il sindaco Gaetano Manfredi ha firmato l’ordinanza che dispone la chiusura di tutti gli istituti di ogni ordine e grado, inclusi gli asili nido – siano essi pubblici o privati – sull’intero territorio comunale per l’intera giornata di venerdì 8 maggio. Una decisione, questa, presa per far fronte alle esigenze di sicurezza e viabilità generate dalla visita pastorale, che cade proprio nel giorno del primo anniversario del pontificato di Sua Santità, un evento che richiamerà a sé l’attenzione di migliaia di fedeli e l’intero apparato dello Stato.

Le ragioni del provvedimento e la questione della viabilità

La nota diffusa da Palazzo San Giacomo spiega come la misura, inizialmente circoscritta alle sole Municipalità I, II e IV (quelle direttamente attraversate dal corteo papale), sia stata successivamente estesa a tutta la città. La logica sottostante è puramente pratica e legata alla mobilità urbana: il percorso del Pontefice – che atterrerà in elicottero alla Rotonda Diaz per poi spostarsi al Duomo e infine in piazza del Plebiscito – interesserà arterie fondamentali come via Caracciolo, piazza Municipio e corso Umberto. Di conseguenza, si è ritenuto opportuno limitare gli spostamenti di alunni e personale scolastico per prevenire disagi al trasporto pubblico locale e alla refezione scolastica, servizi che sarebbero inevitabilmente compromessi dalle restrizioni al traffico e dai blocchi veicolari già programmati a partire dalle ore 20 del 7 maggio.

Dettagli operativi e la pressione sindacale

Se da un lato l’amministrazione ha dovuto gestire la logistica di un evento che porterà in piazze come quella del Plebiscito almeno ventimila persone (con previsioni in crescita fino a trentamila), dall’altro ha recepito le sollecitazioni giunte dal fronte sindacale. Le organizzazioni dei lavoratori avevano infatti chiesto misure straordinarie, sostenevano la necessità di estendere la chiusura a tutte e dieci le Municipalità; lo facevano memori delle criticità verificatesi in occasione di altri grandi eventi (come il Giro d’Italia), dove la mobilità era collassata nonostante i blocchi limitati. La richiesta, accolta dalla Prefettura e dal Comune, ha reso così omogeneo il provvedimento su tutto il territorio cittadino, evitando disparità di trattamento tra chi risiede nelle zone centrali e chi abita nelle periferie, anch’esse comunque congestionate dal traffico indotto. Anche l’università Suor Orsola Benincasa, pur non essendo direttamente obbligata dall’ordinanza comunale, ha già attivato la didattica a distanza per quella giornata.

Sicurezza e cronaca: un dispositivo capillare

Dal punto di vista della sicurezza, il dispositivo predisposto è particolarmente articolato e coinvolge non solo la polizia locale ma anche le forze dell’ordine in un’ottica di prevenzione. Oltre allo stop alle lezioni, il provvedimento firmato dal sindaco Manfredi si accompagna a ordinanze restrittive accessorie; la Capitaneria di Porto, ad esempio, ha disposto il divieto di navigazione e persino di balneazione nel tratto di mare prospiciente la Rotonda Diaz e il lungomare Caracciolo, onde evitare qualsiasi tipo di intrusione o disturbo durante l’arrivo del Pontefice. La scelta di chiudere le scuole, dunque, non è stata soltanto una questione di decongestionamento del traffico veicolare, ma rientra in un piano più ampio di gestione delle masse. Viene così eliminato il problema della gestione degli studenti (e dei relativi genitori in cerca di parcheggio) nelle ore di punta, riducendo i potenziali focolai di assembramento non controllato lungo le vie prescelte per la processione papale, che toccherà anche siti storici e vicoli del centro antico.

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