Mistero a Porto Empedocle sulla morte di Alfonso Spalma, l'autopsia per chiarire le circostanze

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mistero a Porto Empedocle sulla morte di Alfonso Spalma, il cameriere trovato senza vita. Sarà l’autopsia, disposta con tempestività dalla Procura di Agrigento, a dover sciogliere i molti nodi che avvolgono la sua scomparsa. L’uomo, un cameriere di circa quarant’anni noto in città per la sua indole pacifica e il carattere stimato da molti, è stato rinvenuto privo di vita in una serata di ottobre, in una contrada periferica dal nome Inficherna, precisamente nel rione noto come Le Cannelle.

Il ritrovamento e la scena del mistero

Il corpo di Alfonso Spalma giaceva sotto un furgone Peugeot Bipper, parcheggiato in un’area isolata e servita da una strada, quella che transita sotto il viadotto per Ciuccafa, da tempo interdetta al transito veicolare. Una scoperta che, nonostante la prima ispezione sul posto abbia indotto i carabinieri a escludere categoricamente un’ipotesi di morte violenta, ha immediatamente richiesto l’intervento della magistratura, la quale ha disposto il sequestro dell’intera zona del ritrovamento.

Le indagini sulle ultime ore

Le indagini, condotte dai militari dell’Arma, si concentrano ora sulla ricostruzione delle ultime ore di vita di Spalma e sulle dinamiche che lo hanno condotto in quel luogo appartato. L’assenza di segni eclatanti di aggressione sulla salma, del resto, non basta a comporre un quadro definitivo, lasciando aperto un ventaglio di possibilità che l’esame autoptico dovrà necessariamente restringere. Si tratta di capire se la morte sia sopraggiunta per cause naturali, forse mentre l’uomo era intento a svolgere qualche mansione presso il suo veicolo, o se invece si sia trattato di un incidente, seppur in assenza di elementi che facciano pensare a un investimento. La stessa ubicazione del corpo, celato sotto l’auto, rappresenta un dato da interpretare, che gli investigatori analizzano con la massima attenzione.

Il ruolo cruciale dell'autopsia

La scelta della Procura di procedere con un’autopsia, considerata l’esclusione iniziale della violenza, segnala la volontà di non lasciare alcun dubbio su una vicenda che ha scosso l’abitato empedoclino. Il sequestro dell’area, d’altronde, preserva la scena da qualsiasi contaminazione, consentendo agli inquirenti di compiere ulteriori accertamenti, qualora l’esito dell’autopsia lo rendesse necessario. Si cerca, fra le altre cose, di verificare la presenza di telecamere di sorveglianza nelle vicinanze che possano aver immortalato movimenti o persone in quell’angolo remoto della città.

L'attesa di verità per una persona perbene

Mentre la scienza è chiamata a dare il suo verdetto, la figura di Alfonso Spalma rimane al centro di una storia che unisce il dolore per una vita spezzata all’inevitabile interrogativo sul “come”. Un uomo descritto da tutti come una “persona perbene”, la cui scomparsa lascia un vuoto che va al di là del semplice fatto di cronaca. Il lavoro degli investigatori, meticoloso e condotto senza preclusioni, proseguirà parallelamente all’analisi del medico legale, i cui risultati saranno attesi per fare un primo, decisivo passo verso la verità.

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