L'aereo israeliano sorvola la nostra nave diretta a Gaza, racconta il medico della Freedom Flotilla
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Redazione Interno
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La rotta della Freedom Flotilla Coalition, che punta a raggiungere Gaza sfidando il blocco navale, prosegue nonostante le intimidazioni. A bordo della Conscience, una delle imbarcazioni, il medico Francesco Prinetti ha riferito che la navigazione, giunta ormai alla sua quinta giornata, sta procedendo senza intoppi significativi. Il convoglio, che si è ricongiunto con le barche a vela della Thousand Madleens partite in anticipo da Catania, sta avanzando in formazione compatta. Quel che però caratterizza questa fase del viaggio, rendendola tesa e simbolicamente carica, è la presenza di un aereo delle forze israeliane che, secondo il resoconto del medico, ha già effettuato cinque sorvoli sulla nave. Una vigilanza aerea, questa, che non passa inosservata e che delinea i contorni di una partita giocata non solo in mare ma anche nei cieli, dove la determinazione degli attivisti si scontra con la ferma sorveglianza militare.
Le europarlamentari italiane e le ostilità durante il rimpatrio
Parallelamente, le europarlamentari italiane Benedetta Scuderi e Annalisa Corrado, di ritorno in Italia dopo il fermo della flottiglia su cui erano imbarcate, hanno fornito un resoconto sugli accaduti durante la loro permanenza in territorio israeliano. Le deputate, che facevano parte della missione della Global Sumud Flotilla, hanno descritto un clima di ostilità durante le operazioni di rimpatrio dall’aeroporto di Tel Aviv. Hanno raccontato di aver ricevuto, già al gate d’imbarco, gesti volgari come l’esibizione del dito medio da parte di alcuni passeggeri. Le contestazioni, stando al loro racconto, sono proseguite anche a bordo dell’aereo, dove sarebbero state rivolte loro, in inglese e in italiano, frasi di scherno e insulti. Tra queste, espressioni come “friends of Greta of my ass” e, in aeroporto, auguri inquietanti quali “spero che vi prendano in ostaggio” o il commento “dovevate tornare a nuoto”.
Un gesto inaspettato di solidarietà
A questo quadro di tensioni, però, le due parlamentari hanno voluto aggiungere una nota differente, quasi a voler stemperare la durezza del clima generale. Hanno infatti ricordato come, nonostante il coro di insulti che definivano prevalente, non sia mancato un gesto di solidarietà inaspettato. Un signore israeliano, hanno narrato, si è avvicinato per stringere loro le mani e per esprimere un sostegno tanto discreto quanto significativo, dichiarando “noi siamo con voi”. Un episodio che, se da un lato conferma la polarizzazione delle posizioni attorno alla questione, dall’altro introduce una sfumatura di dissenso interno, mostrando come i fronti non siano sempre netti e definiti. La loro testimonianza, nel suo insieme, delinea quindi non una reazione monolitica, bensì un mosaico di comportamenti che spaziano dall’aperta ostilità a un inatteso, seppur minoritario, consenso.
Conclusioni: un conflitto che si manifesta in gesti e parole
L’intera vicenda della Flotilla, che unisce le peripezie in mare alle reazioni a terra, continua dunque a sollevare questioni che travalicano la semplice missione umanitaria. Mentre le navi procedono accompagnate dal rombo dei jet, le storie di chi è tornato indietro raccontano di un conflitto che si manifesta anche attraverso sguardi, parole e gesti, rivelando la profonda lacerazione che il tema provoca, con ripercussioni immediate e personali su chi cerca di portarvi l’attenzione.




