Palermo, sequestrato arsenale in casa di un ottantenne: arrestato e ai domiciliari

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nelle ore pomeridiane di un giorno feriale, mentre la vita del quartiere Borgo Nuovo a Palermo scorreva con la sua normale routine, i carabinieri della Compagnia San Lorenzo, affiancati dai colleghi del nucleo cinofilo di Villagrazia e da quelli radiomobile, hanno fatto irruzione in un appartamento. L'obiettivo, frutto di un'attenta attività di monitoraggio su movimenti giudicati insoliti, era un uomo ottantenne, palermitano e già noto alle forze dell'ordine. L'operazione, condotta con precisione e supportata dall'unità specializzata nella ricerca di esplosivi, ha portato alla luce, ben occultata nel vano di un armadio nella camera da letto, una pistola calibro 8 la cui matricola risultava deliberatamente abrasa, accompagnata da sei cartucce calibro 7,65; il tutto, ovviamente, detenuto senza alcun titolo legittimo. Il gip, dopo la formalizzazione dell'arresto, ha convalidato la misura cautelare dispondendo per l'anziano i domiciliari, riconoscendo la gravità del reato di detenzione abusiva di armi e munizioni.

La rete degli arresti per armi clandestine

Quello dell'ottantenne, peraltro, non costituisce un episodio isolato nel recente contesto palermitano, dove le forze dell'ordine stanno conducendo una serie di mirate attività di contrasto al possesso illegale di strumenti offensivi. Poche settimane prima, infatti, un altro arresto aveva caratterizzato l'operato dei militari, in quel caso del Nucleo operativo della Compagnia Piazza Verdi. Il bersaglio era un uomo di quarantun anni, originario del Kosovo ma residente da tempo nella città, anch'egli con precedenti di polizia. Gli investigatori, allertati da alcune mosse sospette nei pressi della sua abitazione e conoscendo il suo storico in materia, decisero per una perquisizione domiciliare che si rivelò immediatamente fruttuosa.

Il ritrovamento dello zaino con le armi

Durante il controllo, i carabinieri notarono un tentativo maldestro di nascondere uno zaino sotto il letto; al suo interno, senza troppe sorprese per gli agenti, venne rinvenuto un vero e proprio arsenale in miniatura. Gli uomini in divisa sequestrarono una pistola semiautomatica calibro 9×21, privata della sua identificazione tramite l'abrasione del numero di serie, completa di caricatore inserito contenente nove proiettili. Accanto ad essa, trovarono spazio un revolver in miniatura, già carico con cinque colpi, e un lotto supplementare di trentatré munizioni di vario calibro, pronte all'uso. L'uomo, colto in flagranza, è stato quindi arrestato per detenzione di armi clandestine e denunciato per detenzione abusiva.

Il contesto delle indagini in corso

Le due operazioni, seppur distinte nel tempo e nelle dinamiche specifiche, disegnano un quadro coerente di azione da parte dell'Arma, che sembra concentrarsi sul contrasto al possedimento illegittimo di strumenti da fuoco, spesso detenuti da soggetti già noti. Le modalità di occultamento, dall'armadio allo zaino sotto il letto, e la comune caratteristica delle armi rese irrintracciabili dalla cancellazione delle matricole, indicano una prassi consolidata tra coloro che scelgono di circondarsi di tali oggetti al di fuori della legge. Le indagini, in entrambi i casi, proseguono ora sulle origini delle armi e sulle eventuali connessioni con altri reati, mentre i procedimenti giudiziari seguono il loro corso ordinario.

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