Operazione Termine in Sardegna: 59 arresti e arsenale da guerra sequestrato
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Redazione Interno
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Una maxi operazione antidroga ha colpito due pericolose organizzazioni criminali in Sardegna, con 59 arresti e il sequestro di un arsenale da guerra, inclusi lanciagranate e mitragliatrici. Oltre 400 carabinieri hanno eseguito 71 provvedimenti restrittivi in un blitz coordinato che si è esteso anche a diverse regioni italiane.
L'operazione e la sua ramificazione
L'operazione "Termine", coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Cagliari, è scattata all'alba ed ha interessato le province di Cagliari, Nuoro, Oristano e Sassari. Le manette sono scattate anche a Roma, Pisa, Biella, Vicenza e Macerata, dimostrando una ramificazione criminale che superava i confini della Sardegna.
L'inchiesta e il sequestro di persona
L'inchiesta, avviata nel 2022 dai carabinieri di Carbonia, ha portato alla luce un sistema criminale violento. Oltre al traffico di droga, ai clan è stato contestato un sequestro di persona ai danni di un proprio affiliato, trattenuto per nove ore a Sant'Anna Arresi a causa di un carico di droga andato perso.
L'arsenale e la portata del narcotraffico
Il sequestro di lanciagranate e mitragliatrici evidenzia la pericolosità dei gruppi, la cui capacità operativa va ben oltre lo spaccio. Il generale dei carabinieri Luigi Grasso ha definito la rete "capace di movimentare in Sardegna quintali di cocaina ed eroina".
Il contrasto al crimine in Sardegna
Il generale Grasso ha tracciato un quadro dell'impegno antidroga: negli ultimi 12 mesi sono state sequestrate una tonnellata di droghe, effettuati 70 arresti e elevate 150 denunce per spaccio, segno di un business pervasivo che richiede indagini lunghe e meticolose come l'operazione Termine.




