Nuovi rincari per le schede video, colpa del caro memorie

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Il mercato dell'hardware sta affrontando una nuova, severa ondata di rincari, la quale, dopo un breve periodo di assestamento, minaccia di rendere nuovamente i componenti per PC un lusso per pochi. AMD, come è noto, ha ufficialmente comunicato ai propri partner un aumento generalizzato dei prezzi per l'intera gamma di schede video Radeon RX 9000, con un incremento minimo stimato che si aggira attorno al dieci percento. Una mossa, questa, che gli analisti definiscono inevitabile, poiché determinata dall'impennata del costo delle materie prime, in particolare della DRAM, la cui carenza sta mettendo in crisi interi settori industriali. La situazione, del resto, non è confinata a un solo attore, visto che fonti di settore confermano come anche NVIDIA e Intel si troveranno costrette a seguire la medesima strada a causa dell'impiego delle medesime memorie, siano esse GDDR6 o le più recenti GDDR7.

L'effetto domino sul mercato consumer

Le ripercussioni di questa tempesta perfetta, che unisce la domanda insaziabile di chip per l'intelligenza artificiale a una produzione che fatica a starle dietro, si stanno già manifestando a catena. Xiaomi, per esempio, ha reso noto che aumenterà i listini dei propri smartphone, un segnale che dimostra come la crisi delle memorie non risparmi nemmeno il settore mobile. La scarsità delle forniture di DRAM, le quali si stanno progressivamente assottigliando, sta creando un'ondata di costi che cresce a una velocità superiore a ogni previsione, costringendo i produttori a trasferire almeno una parte di questi aggravi sul prezzo finale per il consumatore.

La volatilità estrema dei listini

A rendere palpabile l'emergenza è il comportamento stesso dei rivenditori, i quali, in assenza di una quotazione stabile, devono adattarsi a una volatilità senza precedenti. Negli Stati Uniti, alcuni distributori hanno iniziato a trattare i moduli di memoria RAM come beni deperibili, aggiornando i prezzi con cadenza quotidiana; una pratica, questa, che ricorda più la borsa merci o il mercato del pesce fresco che il commercio di prodotti tecnologici. In California, la catena Central Computers ha addirittura optato per una strategia ancora più drastica, scegliendo di non esporre affatto i prezzi dei ricambi, come quelli per i laptop modulari Framework, per evitare di doverli modificare in tempo reale e a causa di quello che molti definiscono uno sciacallaggio sui componenti diventati ormai introvabili.

Un panorama in rapida evoluzione

Quello che si delinea, pertanto, è un quadro estremamente dinamico e instabile, dove la rapidità con cui i costi delle memorie salgono rischia di stravolgere gli equilibri di un intero ecosistema. Dai PC gaming alle console di ultima generazione, fino ai dispositivi mobili, pochi segmenti sembrano poter sfuggire a questa spirale inflazionistica. Gli utenti finali, che siano appassionati di tecnologia o semplici consumatori, si trovano così a dover fronteggiare un conto sempre più salato, mentre l'industria naviga in un mare di incertezze, cercando di adattarsi a un mercato che cambia letteralmente da un giorno all'altro.

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