I prezzi delle memorie RAM sfuggono a ogni controllo, trascinando al rialzo anche le schede grafiche
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Redazione Scienza e Tecnologia
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La stabilità dei listini, che per anni aveva caratterizzato il mercato dei componenti informatici, sembra ormai un lontano ricordo, sostituita da una volatilità che ricorda da vicino quella delle materie prime più speculative. L’offerta, drasticamente ridotta, non riesce a tenere il passo con una domanda che, al contrario, rimane tenacemente elevata, creando uno squilibrio i cui effetti si ripercuotono su tutta la filiera. Alcuni negozi specializzati, del resto, hanno già adottato misure che fino a poco tempo fa sarebbero parse surreali, eliminando i cartellini con il prezzo fisso dagli scaffali e aggiornandoli con una frequenza che ricorda più la bacheca di un’asta che quella di un elettronica di consumo.
Listini volatili come il pesce fresco
L’episodio più emblematico di questa tendenza proviene dalla Bay Area californiana, dove catene come Central Computers hanno smesso di pubblicare prezzi definitivi per i moduli RAM, spiegando ai clienti come l’instabilità del mercato renda impossibile garantire una quotazione valida anche solo per pochi giorni. Una prassi, questa, che non si limita ai piccoli rivenditori ma che trova riscontro anche in colossi della distribuzione come Micro Center, i quali invitano esplicitamente gli acquirenti a verificare il costo finale con un addetto prima di qualsiasi acquisto, in un clima di incertezza che paralizza il mercato. La dinamica ricorda da vicino quella dei prodotti deperibili, il cui valore viene negoziato in base alla disponibilità del momento, e segna un punto di non ritorno per un settore abituato a logiche completamente diverse.
L'effetto domino sui componenti
L’impennata del costo della memoria, che per alcuni moduli specifici ha toccato incrementi fino al duecento per cento nelle ultime settimane, sta innescando un pericoloso effetto domino. Il produttore di schede grafiche AMD, per far fronte a questi rincari che erodono i margini, ha infatti comunicato ufficialmente ai propri partner della catena di fornitura l’intenzione di applicare un aumento generalizzato di almeno il dieci per cento su tutta la sua gamma di GPU. Si tratta del secondo aggiustamento al rialzo operato in pochi mesi, ma con una differenza sostanziale: l’onere, questa volta, verrà scaricato interamente sui partner e, inevitabilmente, ricadrà sui consumatori finali. La decisione, presa a Sunnyvale, è stata presentata come una mossa obbligata, forzata appunto dalla crisi dei semiconduttori.
Uno scenario che coinvolge tutti i produttori
Sebbene la comunicazione ufficiale provenga da AMD, fonti di settore ben informate indicano che la situazione non è confinata a un solo attore. Anche i concorrenti diretti, Nvidia e Intel, si troverebbero a dover fronteggiare la medesima pressione sui costi, determinata principalmente dall’impiego delle memorie di tipo GDDR6 e GDDR7, fondamentali per le prestazioni delle schede video di ultima generazione. L’intera industria, quindi, si prepara a un nuovo ciclo di rincari che, secondo le proiezioni, impatterà in modo significativo il mercato nel corso del prossimo anno, gettando un’ombra sulle prospettive di tutto il comparto, dai PC gaming fino alle console e ai dispositivi mobili.




