Il mercato della memoria è in tilt e i prezzi di RAM e SSD continueranno a salire

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Il settore della memoria, componente essenziale per qualsiasi dispositivo elettronico, sta vivendo una fase di turbolenza che da mesi tiene con il fiato sospeso appassionati e addetti ai lavori, una turbolenza che non accenna a diminuire. Framework, l'azienda specializzata in laptop modulari e nota per la sua comunicazione trasparente, ha pubblicato il suo aggiornamento periodico sui costi di RAM e storage, confermando ciò che molti temevano: la situazione non solo è critica, ma è destinata a peggiorare ulteriormente -1. I moduli di memoria DDR5, il nuovo standard per i computer di ultima generazione, viaggiano attualmente tra i 12 e i 16 dollari per gigabyte, una forbice di prezzo che rende l'upgrade o la costruzione di un nuovo PC un'impresa sempre più onerosa. L'azienda, nel tentativo di mantenere una parvenza di equità, ha dichiarato di vendere i propri kit il più vicino possibile alla media ponderata dei costi di acquisto, una strategia che porta a situazioni paradossali in cui alcuni moduli risultano più convenienti rispetto alla concorrenza, mentre altri li superano, tanto che la stessa Framework consiglia ai clienti di rivolgersi altrove per alcuni acquisti -1.

La mossa dei giganti del pc tra forniture alternative e adattamenti

Di fronte a questa impennata dei listini, che colpisce l'intera filiera, i grandi nomi del settore stanno studiando contromosse per non soccombere. Lenovo, il maggiore produttore di personal computer al mondo, ha lanciato un vero e proprio allarme sugli utili, spiegando che l'aumento dei costi della memoria, lievitati tra il 40% e il 50% nell'ultimo trimestre, sta comprimendo i margini di profitto in modo significativo -3. L'amministratore delegato Yang Yuanqing ha annunciato ritocchi ai listini per cercare di assorbire lo shock, ma ha anche confermato che il gruppo si aspetta vendite di PC sotto pressione per i prossimi mesi, nonostante la crescita del mercato registrata nell'ultimo periodo grazie agli ordini anticipati prima dei rincari -3. In questo scenario di irrigidimento dell'offerta, colossi come HP, ASUS e Dell starebbero guardando con crescente interesse alla Cina, e in particolare a CXMT (ChangXin Memory Technologies), l'unica azienda cinese specializzata nella produzione di memorie DRAM, avviando con essa delle conversazioni per validare i suoi moduli e garantirsi una continuità produttiva che i fornitori tradizionali, Samsung, SK Hynix e Micron, faticano a mantenere -5.

L'intelligenza artificiale come motore della crisi e l'impatto sulla rete

La ragione principale di questa impennata, che sta ridefinendo le gerarchie nella catena di fornitura globale, è da ricercarsi nell'appetito insaziabile dell'intelligenza artificiale. I produttori di memorie stanno dirottando la stragrande maggioranza della loro produzione verso i server AI, un mercato che garantisce margini di guadagno molto più elevati rispetto a quello consumer -2. Questa scelta, dettata dalla logica del profitto, sta creando una scarsità senza precedenti per i componenti destinati a PC, smartphone e altri dispositivi di largo consumo. Counterpoint Research, società di analisi di mercato, ha stimato che i prezzi dei chip di memoria per applicazioni consumer abbiano subito un'impennata vicina al 600%, un dato che fotografa la drammaticità della situazione -4. L'effetto a cascata, però, non si ferma ai computer: la carenza sta mettendo a rischio la fornitura di router per la banda ultralarga e decoder verso le aziende di telecomunicazioni. Secondo la medesima analisi, i produttori di questi dispositivi, che hanno una forza contrattuale minore rispetto ai giganti del settore, si trovano a dover gestire costi della memoria lievitati in modo esponenziale, con il rischio concreto di ritardi nelle reti e aumenti dei prezzi finali per i consumatori -4.

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