Torino, Cairo guarda al Napoli: "Il calcio è cambiato, vendere non significa rinunciare a vincere"
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Redazione Sport
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Urbano Cairo, intervenuto oggi in conferenza stampa per presentare il nuovo allenatore Marco Baroni, ha tracciato un parallelo tra la situazione del Torino e quella del Napoli, citando il club partenopeo come esempio di come il calcio moderno imponga scelte apparentemente contraddittorie. "Chi sostiene che per vincere sia indispensabile trattenere i giocatori migliori dovrebbe guardare al Napoli", ha detto il presidente granata, riferendosi ai due scudetti vinti dal club campano negli ultimi tre anni nonostante le cessioni di Victor Osimhen e Khvicha Kvaratskhelia. Una dichiarazione che, se da un lato sembra giustificare una possibile politica di mercato prudente, dall’altro lascia intendere come la squadra non intenda rinunciare a priori all’obiettivo di migliorarsi.
Baroni, dal canto suo, ha preferito non addentrarsi troppo nelle questioni di mercato, limitandosi a sottolineare che "la società sa benissimo di cosa la squadra abbia bisogno". Parole che suonano come un’implicita fiducia nelle scelte della dirigenza, pur senza escludere ulteriori arrivi. L’allenatore, che prende il posto di Paolo Vanoli dopo una stagione in cui il Torino ha chiuso all’undicesimo posto, ha però ammesso che alcune partenze erano inevitabili. Tra queste, quella di Vanja Milinkovic-Savic, trasferitosi al Napoli grazie a una clausola rescissoria. "Quando si presentano certe opportunità, non ci sono presupposti per trattenere un giocatore", ha spiegato Baroni, senza nascondere che il club dovrà ora compensarne l’assenza.




