Trump su Putin: "Non sono contento, sta uccidendo troppe persone", mentre Kiev annuncia l'accordo con Washington
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Nel quadro di una tensione che, non accennando a placarsi, continua a registrare episodi di violenza quotidiana, droni russi hanno sferrato un attacco nella regione di Dnipropetrovsk. L'azione, come riferito dal capo ad interim del dipartimento di polizia dell'oblast' attraverso un messaggio su Telegram, ha causato il ferimento di due persone colpendo diverse comunità del distretto di Synelnykiv. Il bollettino, uno dei tanti che giungono dal fronte, arriva mentre da Berlino il presidente americano Donald Trump ha espresso, con parole che hanno catturato l'attenzione degli osservatori, un netto giudizio sul leader del Cremlino: "Non mi entusiasma Putin. Non sono contento. Sta uccidendo troppe persone". Una dichiarazione che, se da un lato marca una distanza, dall'altro non sembra per ora tradursi in un mutamento sostanziale della posizione statunitense, considerato che da Kiev è giunta la notizia del raggiungimento di un accordo con gli Stati Uniti sul sostegno alle forze armate ucraine.
L'allarme dell'intelligence ucraina per il 7 gennaio
La complessità del momento, del resto, è accentuata da un allarme diramato dal servizio di intelligence estero ucraino, il quale sostiene che Mosca starebbe preparando una "provocazione su larga scala" per il prossimo 7 gennaio, data in cui si celebra il Natale ortodosso. Secondo le fonti di Kiev, l'obiettivo del Cremlino sarebbe quello di orchestrarvi un attacco, causando numerose vittime, per far successivamente ricadere la responsabilità sulle forze ucraine e così minare ogni possibilità di dialogo. Una tesi, questa, che si inserisce in un contesto già segnato dai pesanti bombardamenti su Kharkiv, dove il bilancio delle vittime continua a salire tra le macerie degli edifici distrutti.
Il rimpasto di governo voluto da Zelensky
Proprio in un'atmosfera di così elevata allerta, il presidente Volodymyr Zelensky ha operato significativi cambiamenti al vertice dell'esecutivo, rimescolando le carte in modo inatteso. La mossa più rilevante ha visto la nomina del capo dell'intelligence militare, Kyrylo Budanov, alla guida dell'Ufficio del Presidente, ruolo che era stato di Andriy Yermak, figura a lungo molto potente e ora coinvolta in un'inchiesta per corruzione. Un passaggio di consegne che assume un significato particolare, data la natura sensibile dell'incarico e il profilo dell'ufficio di provenienza del nuovo nominato. Parallelamente, è stato designato anche un nuovo ministro della Difesa, con l'attuale responsabile della Trasformazione digitale, Mykhailo Fedorov, chiamato a sostituire Oleksii Shmyhal.
La guerra di posizione e le mosse politiche
Le dichiarazioni di Trump, che pure hanno riacceso il dibattito sulla coerenza della strategia occidentale, non sembrano per ora aver scalfito la determinazione di Kiev sul piano militare e diplomatico. Gli attacchi con droni, come quello avvenuto a Dnipropetrovsk, rappresentano la continuazione di una guerra di logoramento che, mentre infuria sul terreno, si combatte anche attraverso le mosse dell'intelligence e gli aggiustamenti politici interni. L'accordo sul sostegno militare con Washington, annunciato mentre i consiglieri per la sicurezza della Nato si riunivano nella capitale ucraina, costituisce un tassello fondamentale in questa fase, sebbene le parole del presidente americano lascino intravedere un possibile, futuro riassestamento degli equilibri.




